6 Luglio 2013

Si risparmia su tutto: compreso il cibo

Si risparmia su tutto: compreso il cibo

 

 

ROMA Italiani sempre più nella morsa della crisi, costretti a risparmiare anche sul cibo. A certificare il calo record dei consumi, il peggiore dal1997, è l’ Istat. Nel 2012la spesa media mensile per famiglia risulta pari a 2.419 euro (-2,8% rispetto all’ anno precedente) e, tenuto conto dell’ errore campionario e della dinamica inflazionistica (+3%), la spesa diminuisce anche in termini reali. Circa la metà delle famiglie italiane spende meno di 2.078 euro (valore mediano della spesa mensile per famiglia). Il valore è identico a quello del 2011, a seguito della più marcata diminuzione della spesa tra le famiglie con livelli di spesa elevati. La spesa alimentare è sostanzialmente stabile, passa da 477 a 468 euro, anche grazie alle strategie di contenimento messe in atto dal le famiglie per fronteggiare l’ aumento dei prezzi, ma crescono le percentuali di chi ha ridotto la qualità e/o la quantità dei generi alimentari acquistati (dal 53,6% del 2011 al 62,3% del 2012) e di coloro che si rivolgono all’ hard discount (dal 10,5% al 12,3%). La spesa non alimentare diminuisce del 3% e scende nuovamente sotto i 2.000 euro mensili: calano le spese per abbigliamento e calzature( -10,3%), per arredamenti, elettrodomestici e servizi perla casa (-8,7%) e quelle per tempo libero e cultura (-5,4%), a fronte però di un aumento del 3,9% delle spese per combustibili ed energia. Sale, rispetto al 2011, la quota di spesa alimentare (dal 19,2% al 19,4%); l’ aumento più consistente si registra nelle regioni centrali (dal 18,4% al 19,3%), ma è nel Mezzogiorno che, ancora una volta, si osservano i valori più elevati (25,3%). Tra il 2011 e il 2012 risulta in contrazione, su tutto il territorio nazionale (e in particolare nel Mezzogiorno), la quota di spesa destinata all’ abbigliamento e alle calzature: dal 5,4% si scende al 5,0%, nel Mezzogiorno dal 6,6% al 5,7%. Continua a scendere la parte di spesa destinata all’ acquisto di arredamenti, elettrodomestici, servizi per la casa (dal 5,4% del 2010, al 5,1% del 2011, al 4,8% del 2012), in particolare si limitano le spese per gli elettrodomestici meno indispensabili (lavastoviglie, apparecchi perle pulizie, condizionatori), peri mobilie per il personale domestico. In progressiva diminuzione anche la quota di spesa destinata al tempo libero e alla cultura (dal 4,4% del 2010, al 4,2% del 2011, al 4,1% del 2012). Solo le spese per la pratica sportiva e per gli abbonamenti a tv, radio e internet non mostrano decrementi. In lieve diminuzione le percentuali di spesa destinate alla cura della salute (dal 3,7% al 3,6%). Le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione. Il Codacons calcola una riduzione media degli acquisti nel 2012, paria 828 euro a famiglia, ovvero 69 euro in meno al mese. L’ organizzazione definisce i dati «drammatici», considerandoli «la dimostrazione chela crisi attuale è una crisi di consumi e che se gli italiani devono ridurre gli acquisti di cibo, spesa obbligata per eccellenza, non si possono certo permettere di acquistare elettrodomestici solo perché ci sono gli incentivi». In allarme anche Federconsumatori eAdusbef. Una tendenza, sottolineano, «accentuata dal curioso fenomeno che denunciamo da anni: la corsa dei prezzi nonostante la forte caduta del potere di acquisto delle famiglie». Confcommercio non ha dubbi: si conferma «la crescita del disagio sociale». E Confesercenti avvisa: nel 2013 potrebbe verificarsi un nuovo crollo da 17 miliardi. Mentre la Coldiretti stima una caduta della spesa a tavola del 3,4% quest’ anno.

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