19 Marzo 2023

SI RIPARLA DI INVESTIMENTI. ACCORTEZZE E CONSIGLI

A cura di ADUSBEF – 19 marzo 2023

AGI – Le famiglie italiane, per fronteggiare l’inflazione record, metteranno mano ai risparmi e i depositi subiranno una “sforbiciata” di 163,8 miliardi di euro nel biennio 2022-2023. È quanto emerge da un’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia che ipotizza che i 1.152 miliardi di euro presenti nei conti correnti bancari non registrino alcuna variazione nell’arco temporale preso in considerazione, e che prevede che nel biennio l’inflazione crescerà di quasi il 15 per cento (+8,1 l’anno scorso e +6,1 quest’anno). Una sorta di “patrimoniale” da quasi 164 miliardi di euro che a ogni singolo nucleo familiare “costerà” mediamente 6.338 euro.

[Fonte: AGI – L’inflazione ‘brucia’ 164 miliardi di risparmi delle famiglie]

 

Nel lungo periodo di tassi praticamente azzerati, se non negativi, il detenere contanti sul conto corrente comportava costi – a fine anno – solo per le commissioni bancarie applicate, mentre l’inflazione non era influente.  Ma siamo entrati improvvisamente in un periodo di inflazione, addirittura a due cifre: con una inflazione al 10%, i 100 euro di gennaio diventano 90 a dicembre.  Questo stato di cose sta spingendo molti cittadini risparmiatori a ricercare tipi di investimento che producano interessi per il sottoscrittore. Ma, a parte investimenti molto rischiosi, la vetrina di banche, Poste e società finanziarie, anche istituzionali, non vanno oltre una remunerazione del 5%. Non sono in grado, quindi, di permettere un recupero se non parziale dei danni finanziari generati da un’inflazione molto alta, se non addirittura a due cifre.

Ma come dobbiamo procedere per investire in modo consapevole e al fine di non andare incontro (per quanto possibile) a situazioni impreviste? 

Anzitutto dobbiamo aver chiaro il perché ci stiamo orientando verso un investimento in titoli. Per investire risparmi accantonati in anni e di cui non abbiamo bisogno nel breve-medio periodo? Perché la nostra capacità di risparmio è cresciuta? Non abbiamo già previsto spese consistenti per i prossimi anni? Insomma, chiediamoci: “Per quanto tempo posso “dimenticarmi” delle somme da investire e non averne bisogno nella gestione finanziaria della famiglia?

Le risposte influiranno sulla durata dell’investimento, sulla rischiosità che siamo disposti ad affrontare, sul tasso di interesse che consideriamo adeguato.

Definiti i nostri obiettivi, possiamo procedere ad approfondire le caratteristiche dell’investimento che stiamo cercando, senza limitarci a valutare solo il tasso di remunerazione.

 

  • VALUTIAMO IL RISCHIO

– Tipo di titolo: le azioni sono più rischiose delle obbligazioni.

– Paese interessato: un titolo argentino è sempre più rischioso di un pari titolo tedesco.

– Settore economico coinvolto: un titolo che investe nel carbone è più rischioso di uno che investe nell’idrogeno.

 

  • VALUTIAMO LA LIQUIDABILITÀ

Un titolo che ha un mercato ristretto è meno facilmente liquidabile di uno che ha un vasto mercato, come i nostri titoli di stato. In quanto tempo, dopo il disinvestimento, avremo i soldi a disposizione sul conto?

 

  • VALUTIAMO L’EVENTUALE VINCOLO TEMPORALE

Per ottenere un tasso superiore potremmo investire in una forma vincolata. Si valuti bene il tipo di vincolo: è tassativo? Cioè non è possibile dare ordine di vendita prima della scadenza del periodo? È invece possibile anticipare la liquidazione? Se sì, perdiamo gli interessi contrattati?

 

  • VALUTIAMO I COSTI E LE COMMISSIONI DEL TITOLO

È tutto chiaro? Non ci sono costi nascosti come ad esempio i costi di gestione annuali dei fondi comuni? Le commissioni pagate sono solo quelle all’atto dell’investimento? Alcuni fondi comuni hanno anche (o solo) commissioni di uscita.

 

  • CONFRONTIAMO LA TASSAZIONE PER I VARI TIPI DI INVESTIMENTO

In genere la tassazione dei rendimenti finanziari è pari al 25%. Ma i Buoni Postali Fruttiferi, come i nostri titoli di stato, sono soggetti a una tassazione dei rendimenti pari al 12,5%.

Solo a questo punto possiamo comparare il tasso di rendimento.

 

Ma, si sa, in finanza non si è mai certi di nulla. Le crisi bancarie di questi ultimi giorni inseriscono ulteriori elementi di incertezza e una preoccupazione: siamo solo agli inizi di una nuova crisi o, con le rassicurazioni di Biden sulla totalità depositi dei correntisti SVB e l’acquisto del Credit Suisse da parte di UBS, le cose si vanno tranquillizzando?

Nel dubbio, un consiglio: se avete intenzione di inserire qualche fattore di rischio nei vostri investimenti, aspettate che gli eventi maturino e che le acque si tranquillizzino definitivamente. Statevene alla finestra per qualche settimana: nel campo degli investimenti non esiste mai “l’ultimo treno”!

 

Un suggerimento: in assoluto, il miglior modo di investire i nostri risparmi consiste nel dedicare qualche ora a studiare le caratteristiche del mercato mobiliare e dei vari titoli (azioni, obbligazioni, Buoni Postali, titoli di stato, fondi comuni) messi in vetrina da banche, Poste, SIM, OICR, società finanziarie.

 

Fonte immagine: pixabay.com

“Progetto realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lazio, c.d. MISE 9” con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo economico ai sensi del DM 10.08.2020

 

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this