5 Febbraio 2005

Si ricostruiscono le ultime ore di Terence

Non si spengono i riflettori sulla morte del ventenne Terence Gambino, il giovane deceduto mercoledì pomeriggio al reparto di rianimazione dell`azienda ospedaliera “Vittorio Emanuele“ dove era stato ricoverato d`urgenza in nottata dopo che per due volte gli era stato negato il ricovero per mancanza – pare – di posti letto. Le indagini dei carabinieri della locale compagnia, coordinati dal sostituto procuratore Serafina Cannatà, sulla morte del ragazzo sono febbrili. Bisogna accertare, infatti, eventuali responsabilità da parte del personale del “Vittorio Emanuele“, se ci siano state o meno omissioni o comportamenti negligenti da parte del personale sanitario. Sarebbero due, attualmente, le persone indagate: si tratterebbe dei due medici che avrebbero rifiutato il ricovero al giovane operaio. Sulle loro posizioni gli inquirenti stanno eseguendo indagini a 360 gradi.
Al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche la posizione di due infermieri professionali. Ma sulla vicenda c`è ancora molta cautela: è necessario stabilire prima le cause che hanno determinato il decesso del giovane Gambino. Una morte ancora avvolta nel mistero e che solo l`esame autoptico potrà chiarire. L`autopsia sul corpo dello sfortunato giovane, disposta dal sostituto Cannatà, sarà eseguita questa mattina dal prof. Cataldo Raffino all`obitorio del cimitero Farello.
Intanto i familiari del giovane Terence Gambino, subito dopo la tragedia che li ha colpiti, hanno dato mandato ad un legale per assisterli in questa triste vicenda. Chiedono giustizia e che si faccia piena luce sulla morte del loro congiunto. Non si danno pace e, straziati dal dolore, sottolineano che “se qualcuno ha sbagliato che paghi“. Sul caso si indaga a tutto campo. Due indagini parallele sono state avviate dai carabinieri e dall`amministrazione dell`azienda ospedaliera “Vittorio Emanuele“.
Subito dopo il decesso del ventenne, i carabinieri della locale compagnia guidati dal capitano Bartolomeo Di Nisio, hanno sequestrato tutti i referti medici stilati nella giornata di martedì dai sanitari del “Vittorio Emanuele“ dove il ragazzo si era recato per ben due volte accusando forti malesseri. Ai medici del pronto soccorso aveva detto di avere un fortissimo mal di testa e di avere vomitato nero. Secondo le testimonianze rese dai congiunti del giovane, i medici gli avrebbero somministrato una terapia antinfluenzale e poi lo avrebbero dimesso. Nel pomeriggio stesso copione, ma stavolta al giovane sarebbe stato sottoposto a flebo. I sanitari avrebbero voluto ricoverarlo, ma in ospedale non ci sarebbero stati posti letto disponibili. In nottata la tragedia.
Alle quattro di mercoledì Terence Gambino è stato ricoverato d`urgenza al reparto di rianimazione in coma anossico, causato dalla mancanza di ossigeno. I familiari raccontano che il loro congiunto al momento del ricovero perdeva sangue dalla bocca e dal naso e che aveva una temperatura corporea bassissima. Alle 16 il decesso nonostante i disperati tentativi dei medici del reparto di rianimazione di strapparlo ad un destino beffardo. Una morte assurda – hanno sottolineato i familiari del giovane che non riescono ad accettare la tragica verità, che il loro Terence non c`è più. «Gioia mia – continua a ripetere la madre – gioia della mia vita, non posso credere che non ti riabbraccerò più». E poi aggiunge: «non si può morire a vent`anni». A farle eco i suoi familiari che, solo oggi, potranno sapere cosa abbia causato il decesso del loro congiunto.
Terrence Gambino era il quartogenito di Nunzio Gambino, impiegato in un supermercato cittadino. I suoi fratelli maggiori sono sposati ed il giovane Terence era l`unico dei figli che viveva ancora in famiglia. Da poco tempo aveva trovato lavoro come benzinaio presso un distributore di carburante del quartiere Caposoprano. In città lo conoscevano in tanti. Sulla triste vicenda, che ha avuto la ribalta nazionale, una pioggia di esposti sono giunti in Procura. Oltre a quello dei familiari di Terence Gambino, a presentarli sono state le associazioni dei consumatori “Codacons“ ed “Articolo 32“ che chiedono che si faccia chiarezza.
La tragica fine del giovane benzinaio ha suscitato commozione da Nord a Sud del Paese, attirando in città i microfoni della televisione di Stato. Il caso, nei prossimi giorni, sarà al centro delle trasmissioni televisive “La vita in diretta“ e “Piazza grande“, in onda rispettivamente su Rai Uno e Rai Due.

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