11 Giugno 2018

Si riapre il valzer delle poltrone in Rai: cosa c’ è nei curriculum dei candidati eccellenti

 

Cambia il governo e cambia la composizione del Consiglio di amministrazione Rai. Così come ci si prepara a nuovi nomi in vetta alle reti dei tre canali del servizio pubblico. Il valzer ricomincia dalle 236 candidature per uno dei quattro posti in Cda. Nelle ultime ore sono piovuti curriculum alla Camera e al Senato. Le agenzie elencano: 196 a Montecitorio, 169 al Senato. ll 30 giugno scadono gli attuali amministratori, e si apre il tutti-contro-tutti. I nomi in lizza sono tra i più vari, dai pesi massimi della tv di casa nostra ad altri aspiranti tali. Minoli Vs. Santoro Impossibile non notare i nomi di Giovanni Minoli e Michele Santoro fra i candidati al prossimo Cda Rai. Come pure quello di Fabrizio Del Noce. Vanno a riproporsi i consiglieri già in carica: Carlo Freccero, Arturo Diaconale, Franco Siddi, Rita Borioni. Questi i nomi di chiara provenienza televisiva, o giornalistica a tutto tondo. Quando lo scenario si allarga, ecco le candidature di ex manager delle telecomunicazioni (Vincenzo Novari, già ad di 3, Lucia Calvosa che era ai vertici di Tim). E consulenti delle comunicazioni come Piero De Chiara (già Agcom) e Marco Mele (che si occupa spesso di tv per Il Sole 24 Ore). La Iena trombata e poi promossa dai Cinquestelle Ora nel team di comunicazione del M5S romano dopo essere stato trombato alle elezioni dello scorso 4 marzo, la ex “Iena” Dino Giarrusso spunta tra i pretendenti al posto in Consiglio di amministrazione della tv pubblica. Nella stessa pattuglia di nomination ecco l’ attore e produttore Francesco Siciliano, l’ ex dirigente TelePiù Emmanuel Gout, l’ ex deputato Giorgio Lainati. Dalle associazioni dei consumatori provengono Massimiliano Dona (Unc) e Carlo Rienzi (Codacons). Da Forza Italia ecco candidarsi Nunzia De Girolamo, già deputata e ministro dell’ Agricoltura. Le regole stabiliscono che i consiglieri di amministrazione debbano essere sette. Quattro vengono eletti dalle Camere. Due dal Consiglio del Ministri su proposta del ministero dell’ Economia, uno dai dipendenti Rai tra chi è in servizio da almeno tre anni. Cosa c’ è nei curriculum degli “esaminandi” A dare uno sguardo agli skills con cui i candidati al Cda mettono in evidenza le proprie competenze e abilità (come hanno fatto in molti, tra cui il Fatto) si trova di tutto: se Santoro ricorda il suo ruolo ormai trascorso di perseguitato da Berlusconi (che ottenne di farlo sparire dalla Rai nel 2002), Freccero elenca le sue ricche esperienze tra direzioni tv, docenze, saggi, congressi. E Del Noce rispolvera i suoi successi come direttore di rete (“gli ascolti più alti da quando esiste l’ Auditel”) e Giarrusso riparte dalle passioni (“sono ottimo in canto, chitarra, calcio e tennis”). Gout si comporta da immigrato fortunato che cominciò come venditore di lana (“devo moltissimo all’ Italia) e Minoli (che ha sempre rivendicato il peso del cursus honorum, cioè chi vuole ruoli di vertice in tv deve aver fatto esperienza in questo campo per anni, e partendo dal basso) sottolinea quella esperienza obiettivamente straordinaria che fu Mixer e gli ascolti importanti fatti registrare da un’ altra sua creatura, Un posto al sole.

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