13 Ottobre 2004

Si riaccende la polemica sui carburanti




Nessuna tregua per gli automobilisti alle prese con il pieno: i nuovi massimi nelle quotazioni del petrolio hanno portato tre compagnie a consigliare di praticare nelle aree di servizio il prezzo di 1,021 euro per un litro di gasolio. Mentre se la verde è rimasta ferma a quota 1,189 euro, sono gli stessi gestori a lanciare il grido d?allarme di un possibile sfondamento della soglia di 1,20 euro.

Secondo il consueto monitoraggio svolto dal ministero delle Attività Produttive su nove compagnie sono quattro quelle che hanno ritoccato all?insù i listini del gasolio. In particolare per Api, Fina e Q8 il rialzo ha portato al nuovo prezzo record di 1,021 euro al litro. Shell e Tamoil, invece, consigliano 1,019 euro. A 1,015 euro si colloca il diesel della Erg, contro gli 1,013 euro di Esso e Ip e gli 1,008 euro dell?Agip.
Per quanto riguarda la verde, i listini sono ormai quasi tutti allineati sopra quota 1,180 euro al litro, con la sola eccezione della benzina Agip il cui prezzo consigliato è di 1,179 euro. Tetto massimo rimane quello praticato da Api, Fina, Q8 e Shell a 1,189 euro.

Intanto, dalle opposizioni e dalle associazioni dei consumatori, si punta il dito contro l?immobilismo del Governo.
?La benzina rischia di andare ben oltre 1,2 euro al litro per l?aumento dei prezzi petroliferi internazionali?, ammonisce il segretario generale della Fegica-Cisl, Roberto Di Vincenzo, secondo il quale c?è bisogna di un intervento immediato sulle accise.
Posizione condivisa anche dalla Margherita, secondo cui va introdotto un meccanismo di salvaguardia del consumatore che sia in grado di tutelarlo dagli improvvisi aumenti del prezzo dei carburanti, provocati dalla volatilità del prezzo del petrolio.

Un invito a intervenire sulle accise arriva anche dall?Intesa dei Consumatori. L?associazione ha ricordato che in un solo mese, dal 4 settembre al 4 ottobre, il prezzo del gasolio da autotrazione è aumentato del 2,6%, quello da riscaldamento del 5,1%, mentre il prezzo della benzina ha registrato un più modesto incremento dello 0,7%. Nel giro di un anno (ottobre 2003-ottobre 2004), invece, l?aumento è stato dell?11,6% per la benzina, del 15,7% per il gasolio e del 17,6% per il gasolio da riscaldamento.

Situazione che, tuttavia, non deve far parlare di caro bolletta, dal momento che mentre il petrolio è aumentato del 35%, le bollette sono salite solo dello 0,8%, molto al di sotto del tasso di inflazione. Lo ha detto il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ricordando che il suo dicastero ha preso due importanti iniziative: decidere di fare esporre in autostrada i cartelli con i prezzi della benzina e proporre un meccanismo sulla fiscalità dei prodotti petroliferi. Proposte che, spiega Marzano, la Commissione europea non ha accolto.
E in proposito Francesco Rutelli, numero uno della Margherita, ha chiesto al Governo di calmierare da subito il prezzo di benzina e gasolio, senza aspettare l?intervento dell?Ue sulle accise.

Infine, nella querelle è intervenuto anche il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta. Secondo gli industriali occorre un provvedimento significativo, in risposta alle ripercussioni generate dal rialzo dei prezzi del petrolio.
Sarebbe opportuno, precisa Beretta, rafforzare l?intervento minimale già previsto dalla Finanziaria 2005, riportandolo ai livelli del 2003 e sottoponendolo nuovamente alla valutazione dell?Ecofin (la riunione dei ministri dell?economia europea). Richiesta già inoltrata da altri Paesi come la Francia.


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