Si rafforza la class action ma i rimborsi restano mini
-
fonte:
- Il Mattino
IL PROVVEDIMENTO Francesco Lo Dico Rafforzare i diritti dei cittadini che d’ ora in poi potranno intentare cause collettive alle grandi aziende, senza fare i conti con i troppi paletti che erano stati imposti dalla legge del 2006. Che alla prova dei fatti si è rivelata piuttosto innocua: solo una causa collettiva su due era stata ammessa finora al giudizio secondo i dati dell’ Osservatorio nazionale Antitrust, e solo una ogni sette si concludeva con un risarcimento. La nuova class action approvata ieri in Senato nasce nel mito cinematografico di Erin Brockovich, attivista americana che nel 1996 costrinse il colosso Pacific Gas & Electric, colpevole di aver contaminato le falde acquifere con sostanze tossiche a pagare ai consumatori 333 milioni di dollari: il più salato risarcimento della storia a stelle e strisce. E tuttavia, il passo che separa il cinema dalla realtà sembra ancora fin troppo lungo alle associazioni dei consumatori, che lamentano il mancato superamento di alcuni limiti mantenuti nella nuova disciplina. Ma quali sono i cambiamenti più significativi introdotti? Nella vecchia versione della legge, contenuta all’ articolo 140-bis del Codice del Consumo, erano previste tutele di «diritti omogenei» solo per utenti e consumatori. Che potevano intentare cause collettive alle imprese in tre casi particolari: in caso di violazione contrattuale (ad esempio un sovrappiù in tariffa ingiustificato), in caso di vendita di prodotti che si erano rivelati fallati o difettosi, o in caso di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali (ad esempio la pubblicità ingannevole). Al contrario, la nuova legge non si rivolge più soltanto a «consumatori e utenti», ma si estende al Codice di procedura civile, dove sono disciplinate tutte le fattispecie legali. Così che da oggi in poi potrebbero in teoria fioccare diverse cause collettive anche per il rispetto dei diritti dei lavoratori, per crimini ambientali o contro la salute. Nella pratica però sarà più difficile per il semplice fatto che, proprio come accadeva nella vecchia disciplina riservata ai consumatori, anche la nuova class action tutela i «diritti omogenei» di cittadini che decidono di fare fronte comune. Ma non quell’ interesse collettivo, che in America scatta in automatico per tutti i consumatori che sono stati investiti dallo stesso tipo di danno. Un limite non da poco, dato che da anni le associazioni consumeristiche denunciano che dietro il flop di numerose azioni non ammesse in giudizio, si annida la difficoltà di identificare gruppi di richiedenti omogenei. A differenza degli States, inoltre, non c’ è da attendersi certo risarcimenti milionari. La nuova legge difatti non impone all’ azienda condannata di risarcire i cittadini in proporzione al fatturato e all’ utile conseguito (il cosiddetto danno punitivo) – denuncia il Codacons ma solo in base al danno effettivamente subito dal consumatore. Che raramente supera la soglia dei cento euro. Il caso di scuola è la causa intentata dalla stessa associazione contro la casa farmaceutica Voden Medical Instruments: otto anni di processi che hanno portato nelle tasche dell’ unico ricorrente ammesso 14 euro, per dei test medici sull’ influenza suina risultati ingannevoli. I TEMPI Qualche passo in avanti si registra invece sul fronte delle tempistiche. Mediamente, al netto dell’ ampio tasso di fallimenti, le vecchie class action duravano in media quattro anni. Ma la nuova legge consente di aderire alla causa collettiva non solo nella fase successiva all’ ordinanza, ma anche in quella che segue la sentenza. Onde velocizzare i tempi, la riforma individua il giudice competente nel cosiddetto tribunale delle imprese e fissa in 30 giorni il termine entro il quale il magistrato incaricato deve decidere sull’ ammissibilità dell’ azione. Tempi contingentati anche per la relativa ordinanza, che va pubblicata entro 15 giorni ed è reclamabile entro 30 giorni in Corte d’ appello. Che a sua volta deve decidere in camera di consiglio, entro trenta giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- CLASSACTION
-
Tags: Class action
