14 Ottobre 2015

Si pagherà fino a 3mila euro in contanti

Si pagherà fino a 3mila euro in contanti
la promessa di renzi. in arrivo un provvedimento ad hoc con la legge di stabilità

• Renzi ha tirato fuori dalla manica un altro asso. Dopo l’ abolizione delle tasse sulla prima casa ecco che crolla un altro baluardo quello sul divieto dell’ uso dei contanti oltre i mille euro. Monti ne aveva fatto il simbolo della lotta all’ evasione e di un’ Italia che in piena crisi, doveva essere necessariamente sobria. Ma il meccanismo del blocco dei contanti si è rivelato un boomerang. Più che frenare l’ evasione ha ostacolato i consumi. Ecco quindi che Renzi, tra le misure di rilancio dell’ economia che entreranno nella legge di Stabilità, ha inserito anche l’ innalza mento a 3mila euro della soglia per l’ uso del contante. L’ annuncio fa subito discutere e suscita reazioni opposte all’ interno della stessa maggioranza: da un lato Angelino Alfano esulta insieme a tutta Area popolare, per una misura chiesta a gran forza- e sostenuta anche da Scelta Civica – che «paradossalmente è di centrodestra». Dall’ altra esplode invece lo sdegno della minoranza Pd, sintetizzata dal messaggio di Pierluigi Bersani, secondo il quale così si favoriscono gli evasori. «Chi ha 3mila euro da spendere – è il suo ragionamento- sicuramente ha lacar ta di credito. Si incoraggerebbero consumi in nero, riciclaggio, evasione e corruzione come certificato da tutte le agenzie a partire dalle Entrate». Per Renzi invece bisogna dire «basta al terrore, chi fa il furbo lo stronco per bene ma i cittadini per bene non devono essere assediati da un esercito…». I soldi comunque «sono tracciati», ricor da il premier, per questo la proposta che arriverà in Parlamento «è riportare i livelli del contante alla media europea», un «piccolo gesto per incentivare i consumi». E l’ annuncio in effetti viene accolto con entusiasmo dalle associazioni del turismo, che vedono nella misura un allineamento con i competitor e una semplificazione dei rapporti coni visitatori stranieri abituati all’ estero «ad un ampio utilizzo dei contanti» e dai commercianti, con Confesercenti che già si spinge avanti a chiedere anche di eliminare gli scontrini. Divisi invece i consumatori, con il Codacons che plaude a una misura chiesta da tempo, mentre per Adusbef e Feder consumatori si tratta di una scelta «immotivata e fuori luogo», un «clamoroso ed insensato passo indietro sul fronte della tracciabilità, della legalità e della trasparenza». Il contante è una passione tutta italiana. Tramite banconote avviene nel nostro Paese l’ 82% delle transazioni (contro una media europea del 60%), pari al 67% del loro valore. Secondo i dati del Tesoro e dell’ Agenzia delle Entrate il costo di questo «amore» si aggira sui 4 miliardi per le banche, che ne devono peraltro garantire la gestione e la sicurezza, e di 8 miliardi per il sistema Paese. Il limite all’ utilizzo del contante è da anni al centro della battaglia politica, tra chi vede nella circolazione del cash una spinta all’ evasione fiscale echi invece, come Ncd, Scelta Civica e Lega, difende soprattutto gli interessi del mondo del commercio e delle professioni. Il tetto è stato imposto dal Governo Monti nel 2011, con il cosiddetto SalvaItalia, che ha rivisto il precedente limite di 12.500 euro (con una breve parentesi di 2.500 euro rimasta in vigore per pochi mesi). Il divieto di trasferire denaro contante oltre i 999,99 euro è stato imposto sia tra privati che nelle pubbliche amministrazioni. Dal primo luglio 2012, anche la P.A. nel versare pensioni o stipendi superiori a mille euro, ha dovuto utilizzare unicamente i pagamenti elettronici (bonifici su conto bancario o postale, libretto postale o una carta prepagata abilitata).
laura della pasqua

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