13 Febbraio 2013

Si moltiplicano i truffati di Mazzoni

Si moltiplicano i truffati di Mazzoni

 

di NICOLA BIANCHI IL CLIMA è teso nell’ androne dell’ hotel Unaway di Occhiobello. Facce tirate, poca voglia di parlare. L’ ingresso di una stanza si apre e si richiude ogni venti, trenta minuti. E’ un continuo viavai di gente che vuole capire, pretende chiarezza, soprattutto certezza sul futuro dei risparmi affidati nelle mani di Raffaele Mazzoni, sparito nel nulla da oltre dieci giorni. Da una parte loro, i truffati del broker, dall’ altra gli ispettori di Mediolanum. «Siamo qui ? spiegano questi ultimi con modi molto sbrigativi ? per incontrare individualmente queste persone. Quella di oggi non è certamente un’ assemblea. Ci sono ispettori che da lunedì 11 stanno ricevendo su appuntamento». E i clienti sono tanti e arrabbiati. «Mazzoni ? dice un pensionato appena fuori dall’ hotel ? ci ha portato via tutto, ci sono rimaste solo le mutande. E ora dice che ha paura? Ma che si vergogni. Ho investito 15mila euro negli anni, gli ho affidato alcuni assegni e ora lui non si fa trovare. Ripeto, e lo scriva a caratteri cubitali: si deve vergognare per averci preso per il c… Adesso come andiamo avanti? Con che soldi?». VOCI E LACRIME. Ad osservare la situazione ci sono anche alcuni carabinieri in divisa e in borghese. Qualche risparmiatore, dopo il colloquio con Mediolanum, si scalda alla vista di fotografi e giornalisti: «Ciò che ci siamo detti è affare nostro». Le vittime di Mazzoni arrivano alla spicciolata. Le loro storie provengono da Jolanda, Cologna, Copparo, Ambrogio, Massa Fiscaglia, Codigoro. Come quella di Giordano che si emoziona quando ricorda i momenti belli vissuti con il broker. «Ci siamo conosciuti da ragazzi ? dice con un filo di voce ?, quanto tempo è passato. Andavamo a caccia insieme, abbiamo vissuto tante esperienze. Poi…». La voce si blocca. «Poi mi ha fregato…». Nelle mani dell’ ormai ex amico ha affidato la bellezza di 80mila euro, parte con assegni e parte in contanti. «L’ ultima volta ? racconta ? mi ha contattato venerdì scorso. Mi disse: ti porto gli interessi . Il giorno dopo una nuova telefonata: ho la febbre, non riesco ad incontrarti, perdonami. Ci vediamo lunedì . Da quel momento non l’ ho più sentito nè visto. Sta prendendo tempo». INTERESSI DA URLO. Ai suoi fidati clienti prometteva interessi altissimi, anche il 6,5 o 7%. «Avevo i soldi in Carife ? dice Gilberto ? e dopo un litigio decisi di tirarli via e investirli in Mediolanum attraverso Mazzoni. Io e la mia famiglia gli affidammo tanti soldi. L’ ultima volta l’ ho sentito a dicembre e ci dovevamo vedere a gennaio. Mi servivano 130mila euro con urgenza. Al telefono mi disse: Gilberto non ti preoccupare, arriverò . Poi invece è sparito e non si è più degnato di dirmi nulla. Ancora oggi continuo a chiamarlo e a lasciargli messaggi in segreteria. Mi sono rimasti 3mila euro poi più nulla; per fortuna ho una casa. Speranza di riavere i soldi? Me lo auguro». RABBIA CODACONS. Critico per l’ atteggiamento degli ispettori è l’ avvocato Bruno Barbieri del Codacons: «Fino ad oggi ? spiega ? il loro è stato un comportamento un po’ ostico. Ad alcuni dei nostri associati, da loro ricevuti una prima volta, hanno contestato i soldi dati a Mazzoni, aggiungendo che l’ onere della prova è a carico del risparmiatore e non della banca. Un approccio sbagliato. Mentre alle persone che non si sono presentate ai loro appuntamenti, hanno annunciato che a Ferrara non li avrebbero incontrati più e sarebbero state costrette ad andare fino a Milano o altrove. Dire ciò al risparmiatore 60enne o 70enne non è il massimo della diligenza e della trasparenza». Il Codacons, intanto, lunedì alle 20 al ristorante Da Giuseppe di Copparo incontrerà tutti gli associati per fare il punto della situazione. «Riceviamo 40-50 telefonate al giorno», conclude Barbieri. Il numero verde per informazioni è l’ 800050800 .

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