30 Marzo 2013

Si mangia A CASA e si CUCINA come una volta

Si mangia A CASA e si CUCINA come una volta

 

orsi pubblici O La crisi si fa sentire forte anche a Pasqua. Meno viaggi, meno ristoranti e consumi a picco, con gli italiani che festeggeranno per la maggior parte in casa. Facendosi da mangiare, e non comprandolo già fatto. Parlano chiaro i dati diffusi da Codacons e Coldiretti: il giorno di Pasqua si spenderà un miliardo di euro, ben il 10% in meno rispetto all’ anno scorso. In picchiata anche i dolci tradizionali della Pasqua, colomba e uova, che segnano un tracollo del 17% rispetto ai consumi del 2012. «I consumi delle famiglie relativi ai beni pasquali risentiranno della pesante crisi economica in attoafferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi -. In particolare per uova e colombe il Codacons registra un calo record degli acquisti mediamente del 17% rispetto allo scorso anno. Gli italiani tuttavia, pur effettuando sensibili tagli agli acquisti alimentari, non ri nunceranno al classico pranzo di Pasqua in famiglia, e la spesa complessiva per il pranzo pasquale sarà di circa 1 miliardo di euro». Uova di cioccolata e colombe industriali – sottoli nea la Coldiretti – sono già offerti con sconti che arrivano al 30 per cento, ma si stima che i consumi per i dolci tipici siano in calo del 12 per cento. Salgono invece gli acquisti delle materie prime per la loro preparazione: uova, farina, burro, zucchero e alcuni formaggi (ricotta in primis) che rappresentano gli ingredienti di base di molti dolci locali. Nella lista dei prodotti preferiti per la Pasqua si trovano tra i dolci al primo posto l’ immancabile pastiera napoletana che batte la colomba mentre seguono da vicino la pizza di Pasqua e la treccia pasquale. Si tratta – continua la Coldiretti – di dolci caratterizzati spesso da sapori forti che hanno le uova tra gli ingredienti principali come la scarcedda lucana che è un dolce ripieno di uova sode o la torta pasqualina della Liguria che è un rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano. In Friuli Venezia Giulia è il tempo delle titole, piccole treccine dolci che awolgono un uovo colorato di rosso mentre in Campania spopola la pastiera con ricotta, germe di grano e buccia d’ arancio. Niente ristoranti, comunque (-3%). Tengono gli agriturismi: permettono di preparare i pasti in camera portando i prodotti da fuori quelli che non rinunceranno alla tradizionale gita fuori porta di Pasquetta. Sempre portandosi il pranzo da casa. Coldiretti rileva che per Pasqua si dice addio alle tradizionali vacanze con pernottamento (-20%) preferendo orientarsi sugli agriturismi, con una stima di circa 200mila presenze secondo Terranostra, in leggero calo rispetto allo scorso anno. Qui prevalgono le prenotazioni brevi e last minute che offrono vari vantaggi rispetto alla classica vacanza da più giorni a pensione completa: costi inferiori, possibilità di utilizzare camper e campeggio, attività alternative in caso di maltempo, opzione pranzo al sacco oppure cucina in camera, con pranzo preparato dal cliente. Portandosi rigorosamente i prodotti da casa.

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