22 Settembre 2015

«Si insiste sul ‘mostro’ per non vedere altre colpe»

«Si insiste sul ‘mostro’ per non vedere altre colpe»

LA PROCURA di Grosseto ricorre alla corte d’ appello di Firenze «per aggravare la condanna del comandante Schettino» e così «insiste nella creazione del mostro» ma «ciò che della sentenza non convince è, invece, il mancato riconoscimento dei malfunzionamenti della nave e dei profili di responsabilità gravanti su Costa Crociere». Così il Codacons, parte civile nel processo sul naufragio del Giglio, ha commentato il ricorso in appello dei pm di Grosseto contro la presunta mitezza della pena a 16 anni irrogata in primo grado a Francesco Schettino. Il Codacons, in una nota, aggiunge che «la procura prosegue la propria linea di condotta sempre volta a rinvenire un solo reale responsabile del naufragio, senza attribuire alcuna rilevanza alle pur decisive circostanze riguardanti il malfunzionamento degli apparati vitali della nave ed al collasso del sistema di gestione dell’ emergenza». I pm Maria Navarro, Stefano Pizza e Alessandro Leopizzi, prosegue il Codacons, «con tale ricorso d’ appello sembra confermare la volontà, più volte denunciata dalla nostra associazione, di voler trovare un solo ed unico colpevole per il naufragio della Costa Concordia, escludendo la possibilità che errori e carenze della nave possano aver contribuito a determinare ed accrescere il numero delle vittime».

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