13 luglio 2017

Si indaga sull’ affaire-rimboschimento

NAPOLI. Dietro i roghi dolosi sul Vesuvio potrebbe esserci il grande affare dei fondi per il rimboschimento. Sarebbe questa la pista che gli investigatori delle Procure di Torre Annunziata, Napoli e Nola (che nelle prossime ore aprirà un fascicolo ndr) starebbero seguendo per ricostruire il movente alla base dell’ inferno scatenatosi sul vulcano più pericoloso del mondo. Le attività di ripristino dei luoghi, infatti, tradizionalmente scatenato gli appetiti di operatori legali ma soprattutto borderline dal punto di vista della fedina penale. Ed 8 proprio su questa direttrice che si starebbero posizionando gli investigatori. Intanto la Procura di Napoli conferma l’ apertura di un fascicolo per l’ ipotesi di incendio boschivo in coordinamento con gli altri due uffici giudiziari di Torre Annunziata e Nola competenti per il territorio sul quale si estendono gli incendi gli incendi sul Vesuvio. «Siamo in una fase preliminare, ma tutto fa propendere per la natura dolosa degli incendi», dice il procuratore reggente Nunzio Fragliasso. A far propendere per questa ipotesi alcune caratteristiche dei roghi: la modalità degli inneschi e l’ uso degli stessi luoghi per appiccare il fuoco. Sarà la sezione per i reati ambientali a prendere in carico il fascicolo mentre al momento di esclude la matrice camorristica degli atti. CODACONS E NOI CONSUMATORI PRONTI A RICORRERE. Il tutto mentre il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Torre Annunziata in merito agli incendi scoppiati sul Vesuvio. «La situazione 8 drammatica e si profilano non solo reati ambientali, ma anche rischi sanitari per la popolazione, costretta a respirare il fumo sprigionato dai roghi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura di Torre Annunziata che già indaga per incendio doloso, chiedendo di estendere le indagini al reato di disastro ambientale e diffusione di sostanze tossiche». Secondo Rienzi «vaste aree della Campania sono coperte dal fumo prodotto dai roghi e l’ aria 8 irrespirabile in numerosi comuni. Crediamo ci siano gli estremi per procedere per reati non solo ambientali, ma anche sanitari, considerati gli elevati rischi corsi dalla popolazione. Una volta individuati i responsabili degli incendi, sarà poi possibile rivalersi su costoro ai fini di una eventuale azione risarcitoria da parte degli abitanti». La Procura, 8 da ricordarlo, indaga per l’ ipotesi di incendio doloso. Intanto, Noi Consumatori chiede alla magistratura di accertare responsabilità per fallimento piano sicurezza e punire severamente i criminali. «Altro che piano di evacuazione del Vesuvio, anche senza eruzione la prova dell’ inefficienza e fallimento delle istituzioni e politica italiana. Incapaci anche di gestire un incendio – dice l’ avvocato Angelo Pisani -. Poi l’ aspetto più ridicolo che 8 l’ atteggiamento arretrato della burocrazia del Parco che obbliga – pena sanzioni forti – un controllo assoluto anche sul cambio di conduzione agricola dei piccoli appezzamenti e dimostra una negligenza ed inefficienza assoluta degli stessi dirigenti del Parco anche a tenere una normale cura dei sentieri». Pisani aggiunge: «Con l’ aggravante che molti proprietari hanno abbandonato i fondi mentre il Parco – seppur con bilancio ultrattivi – non spende soldi per la normale manutenzione, ne tanto meno per una reale sicurezza , ora si dovrebbero tirare le somme politiche di quest’ eccesso di rigidità amministrativa che nulla ha portato».
mario pepe