11 Dicembre 2015

Si indaga per istigazione al suicidio

Si indaga per istigazione al suicidio

BRUNELLA BOLLOLI ROMA Indagine su un suicidio. Perché la morte di Luigino D’ Angelo non rimanga impunita. Magra consolazione per la signora Lidia, che continua a ripetere «mio marito è stato ucciso» e rivolta tra le mani quell’ ultima lettera lasciata dal compagno di una vita prima di farla finita. D’ Angelo si è impiccato alla ringhiera della scala della sua villetta sul litorale laziale e ora la procura di Civitavecchia ha aperto un’ indagine per istigazione al suicidio. Un fascicolo, al momento contro ignoti, affidato al pm Alessandra D’ Amore e avviato d’ ufficio all’ indomani delle polemiche che hanno accompagnato la notizia della tragica morte del pensionato dell’ Enel. Un fascicolo che arriva subito dopo l’ esposto di ieri del Codacons, il comitato che difende i diritti dei consumatori. Al vaglio degli inquirenti c’ è la lettera scritta al computer e lasciata alla moglie in cui D’ Angelo, pur scusandosi con la consorte, lancia un durissimo attacco contro quelli che «hanno rubato la mia dignità». Il risparmiatore aveva investito la liquidazione, 110mila euro, in obbligazioni della Banca Etruria. Era andato più volte in filiale a chiedere che i suoi soldi gli fossero restituiti, si era rivolto ad avvocati, alla Finanza, ai media locali, ma era stato inutile: quando ha capito che non avrebbe mai più rivisto il suo piccolo capitale, e forse sofferente anche per ragioni di salute, si è sentito crollare il mondo addosso e ha deciso l’ irreparabile. Le indagini, adesso, cercheranno di ricostruire, anche visionando le email e le telefonate fatte ai responsabili della banca, quali risposte (o meglio quali silenzi) di fronte alle sue legittime richieste di riavere indietro il denaro, possano averlo portato a un tale grado di disperazione. In particolare, il Codacons nel suo esposto chiede alla procura di Civitavecchia di aprire un’ inchiesta sulla base dell’ articolo 580 del codice penale, volta ad accertare «eventuali responsabilità di terzi nel suicidio del pensionato». Ancora più esplicito il presidente Carlo Rienzi: «Vogliamo sapere se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto dell’ uomo». L’ articolo 580 afferma infatti: «Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’ altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’ esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni». «Si tratta di un episodio gravissimo», conclude Rienzi, «e il rischio maggiore è quello dell’ emulazione». L’ ultima lettera acquisita agli atti La Procura di Civitavecchia apre un fascicolo dopo un esposto del Codacons. Si procede contro ignotiSi indaga per istigazione al suicidio.
brunella bolloli

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