SI ERA lanciato in acqua in una zona vietata ai bagnanti il sub dilaniato a Ponza
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fonte:
- Il Tempo
SI ERA lanciato in acqua in una zona vietata ai bagnanti il sub dilaniato a Ponza dall`elica del motore di un gommone. Dodo Perri, che voleva recuperare un`esca finta che aveva perso il giorno precedente, si era gettato in mare nel porto in acque off limits per le immersioni. La sua è stata una carriera costellata di imprese memorabili, al limite dell`incredibile. È nel 1988 che Perri firma la più importante: la prima conquista dei 4810 metri della vetta del Monte Bianco con una slitta, trainata da cinque cani. La sua più recente performance è invece la partecipazione nel 2005 in Alaska all`Iditarod, una maratona di sleedog che si sviluppa per quasi 2.000 chilometri. Sul piano agonistico, il nome di Perri è associato all“`Alpirod“, la più importante corsa europea di cani da slitta. Diverse le edizioni alle quali ha partecipato, piazzandosi sempre tra i primi e conquistando, nel 1993, la quinta posizione assoluta. Nell`aprile 2001 Perri riesce concretizzare un`altra sua idea, realizzando con Amedeo di Savoia Aosta e Mike Bongiorno la spedizione al Polo Nord rievocativa dell`impresa del compiuta dal Duca degli Abruzzi nel 1900. È inoltre ancora caccia allo yacht pirata che tre giorni fa ha ucciso un sub torinese nelle acque antistanti l`isola di Vulcano alle Eolie. Da 48 ore gli uomini della Capitaneria di porto e i carabinieri stanno setacciando tutto l`arcipelago alla ricerca dello scafo killer che ha travolto e dilaniato il sub, il medico torinese Mauro Falletta di 34 anni, che stava trascorrendo le vacanze sull`isola con la moglie e una coppia di amici. Guardia costiera e carabinieri con l`ausilio di motovedette ed elicotteri, anche ieri mattina hanno ripreso le ricerche dell`imbarcazione che, come ha riferito un testimone oculare, stava transitando a tutta velocità nel canale tra le isole di Vulcano e di Lipari. Il proprietario dello yacht oltre che di omissione di soccorso, dovrà rispondere anche di omicidio colposo. Secondo la descrizione fornita da alcuni testimoni si tratterebbe di uno yacht bianco con una striscia blu di una quindicina di metri. La descrizione delle caratteristiche del panfilo è stata fornita ai proprietari dei pontili galleggianti delle Eolie ma anche ai distributori di carburante e agli addetti ai porti dell`arcipelago. Ma fino a questo momento dell`imbarcazione non c`è traccia. Ricerche sono anche in corso sui registri navali nella speranza che si possa rintracciare il proprietario dello yacht. Intanto, è stata eseguita l`autopsia sul corpo del giovane medico che si trova all`obitorio del cimitero di Lipari. L`indagine è coordinata dal pm Olindo Canali della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto. “Il secondo incidente in due giorni con vittime sub dimostra come in Italia non ci sia il pieno rispetto delle regole sulla navigazione, e come i controlli siano carenti“. Lo ha affermato il presidente del Codacons, l`avvocato Carlo Rienzi, dogli gli incidenti di Vulcano e di Ponza. “Ogni estate – ha aggiunto – assistiamo a numerosi incidenti in mare, con imbarcazioni che investono sub e bagnanti. Questo avviene perché spesso non vengono rispettate le regole che impongono ai sub di segnalare la propria presenza, e alle barche di accendere i motori a una certa distanza dalla riva, e perché vi sono scarsi controlli da parte delle autorità preposte“. Il Codacons ricorda che la normativa vigente vieta la circolazione delle imbarcazioni a motore entro 300 metri dalla costa, e inoltre dispone che la partenza e l`attracco dei suddetti mezzi avvenga esclusivamente attraverso gli appositi spazi e le apposite corsie. L`associazione sollecita la Guardia Costiera a incrementare i controlli in mare su tutto il territorio, “per punire i trasgressori e garantire una migliore tutela degli utenti“.
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