23 Febbraio 2007

“Si continui a indagare sul rischio alluvione“

CONSEGNATI ALTRI DOCUMENTI
“Si continui a indagare sul rischio alluvione“
Calca e Codacons chiedono alla Procura di non archiviare

CASALE MONFERRATO Non ci stanno il Calca e il Codacons Piemonte all`archiviazione dell`inchiesta che era stata aperta dalla Procura della Repubblica a seguito dell`esposto presentato il 31 ottobre 2005. Avevano portato chili di documenti per mettere in guardia sulla situazione di rischio in cui versa il territorio casalese. Rischio che è stato segnalato anche di recente, all`incontro di poche settimane fa in prefettura e ribadito in municipio a Casale a una riunione promossa lunedì dal sindaco Paolo Mascarino con i colleghi del territorio (presenti Balzola, Bozzole, Coniolo, Crescentino, Frassineto, Gabiano, Ticineto, Trino, Valmacca e Villanova; assenti: Camino, Moncestino, Morano, Palazzolo, Pomaro e Pontestura). In un sintetico comunicato, Mascarino riferisce che il presidente della Provincia Paolo Filippi, come aveva già fatto in prefettura, ha posto la necessità di chiedere un incontro con l`assessore regionale Bruna Sibille per “esporre le criticità ancora irrisolte e segnalare l`importanza fondamentale delle manutenzioni delle opere già ultimate“. Ci sarà da vedere quando Sibille darà un appuntamento, visto che un tentativo, reiterato, era già stato fatto dall`assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Gianni Crisafulli. Anche il comitato alluvionati Calca, saputo a posteriori dell`incontro in Comune, aspetta fiducioso che si faccia l`incontro con la Regione, anche se esprime rammarico per non essere stato invitato alla riunione casalese visto che Filippi, in prefettura, aveva indicato l`opportunità di istituire un tavolo tecnico con le varie parti interessate. Quindi: criticità ancora presenti. Pertanto, il Calca e il Codacons, con la tutela dell`avv. Tiziana Sorriento di Torino (che del Codancos piemontese è presidente), avvertiti dell`imminenza di chiusura dell`inchiesta, hanno presentato “atto di opposizione all`archiviazione dell`esposto“, aggiungendo nuova documentazione e sottolineando con fermezza che “i cittadini alluvionati sono convinti del reale persistente pericolo“ anche a causa di “colpevoli ritardi e/o omissioni“. Aggiungono che “le attuali opere sono inadeguate a salvaguardare il territorio casalese“. Quando si parla di opere di salvaguardia si fa riferimento anche alla gestione del fiume, alla regolamentazione delle escavazioni e all`eliminazione dei sedimenti: un convegno si svolge oggi a Torino, in via Avogadro 30, dalle 9,30 alle 13, per addivenire a un “modello condiviso“ tra Regione, Aipo e Autorità di Bacino (condivisione che in altre regioni pare sia già stata siglata da un anno e mezzo).

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