SI BLOCCA DI NUOVO IL PALAZZO ABUSIVO DI ROCCARASO CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO E ALLA MORTE IN CARCERE DI CAMILLO VALENTINI
COME MAI SOLO ORA SI E’ ACQUISITO IL DOCUMENTO QUANDO LO SCO LO AVEVA CHIESTO GIA’ NEL 2004 DOPO AL MORTE DI VALENTINI?
E INTANTO SI SCOPRE GRAZIE ALLA GUARDIA DI FINANZA CHE LA MADRE DELL’ISPETTORE MASSIMILIANO MANCINI DELLO SCO DELL’AQUILA NEL 2002 FU SFRATTATA DAL SINDACO VALENTINI PER MOROSITA’ MENTRE IL FIGLIO CHIEDEVA L’ARRESTO DELLO STESSO VALENTINI ALLA PROCURA E LO PEDINAVA INTERCETTANDOLO
Si blocca di nuovo il palazzo abusivo di Roccaraso, lo stesso palazzo che ha portato all’arresto e alla morte in carcere di Camillo Valentini. Ieri infatti lo Sco dell’Aquila ha sequestrato presso gli uffici del comune la nuova convenzione stipulata tra il costruttore – la società D’Aurora – e il Commissario Prefettizio.
Il Codacons aveva subito sollevato dubbi al riguardo, chiedendo l’apertura di indagini nei confronti del Commissario Prefettizio, in quanto la concessione sarebbe stata rinnovata alle stesse condizioni della presunta concussione. Compreso il famoso raddoppio del sottopasso ferroviario di via dei Tigli che era stato, dalla magistratura sulmonese, considerata la prova principe dell’interresse privato del sindaco a causa di un immobile esistente al di là del sottopasso e di proprietà di parenti del Valentini.
Lo Sco dell’Aquila ha quindi accolto la richiesta dell’associazione di sequestrare la convezione in questione, anche se non si capisce perché il documento sia stato acquisito solo adesso, quando già nel 2004 lo Sco lo aveva richiesto dopo la morte del sindaco Valentini.
Ma la scoperta più clamorosa l’ha fatta la Guardia di finanza che ha accertato che fin dal 2002, mentre la madre dell’ispettore dello Sco dell’Aquila Massimiliano Mancini veniva sfrattata per morosità dal sindaco suicida in carcere, il figlio lo pedinava e intercettava chiedendone ripetutamente l’arresto.
Nella impressionante relazione della Guf di Sulmona – la quale è leggibile integralmente sul sito internet del Codacons – si racconta che da allora cause e contestazioni tra la mamma dell’ispettore e il povero sindaco si sono succedute ininterrottamente. Il contenzioso relativo al mancato pagamento dei canoni di affitto del negozio della mamma del Mancini al centro di Roccaraso, la boutique MAX, dura proprio da quando è iniziata l’indagine sul sindaco, e la signora Ofelia Bucci, mamma del Mancini, per ben due anni ha tentato di portarla per le lunghe senza saldare il debito e promettendo di pagare almeno fino al 22 luglio 2004, pochi giorni prima dell’arresto del Valentini operato proprio dal Mancini. Improvvisamente dopo questa udienza e dopo l’arresto e la morte in carcere del sindaco le parti non appaiono più disposte a trattare un componimento bonario e l’avvocato del comune Branchetti, all’udienza del 7 ottobre 2004 dichiara che la sig.ra Bucci è ancora morosa. Ma altra stranezza è che la Sig.ra Bucci, madre del Mancini, proprio 4 giorni dopo il suicidio in carcere del Valentini, suo persecutore in giudizio per conto del Comune, si affretta a versare al Comune stesso 14.000 euro in due rate, una il 18.8.04 e una il 14.9.04 proprio nei giorni in cui infuriava la polemica sulla incompatibilità del Mancini!!
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