15 Agosto 2020

Si balla, ma capienze dimezzate E chi sgarra chiude subito

la delusione dei gestori degli storici locali della riviera dopo l’ ordinanza regionale sui locali della costa zangaglia (santafé, bbk): «ci hanno preso di mira». casanova (villa papeete): «così chiudiamo»
RAVENNA Tagliate a metà da una scure. Metafora macabra, ma che rende l’ idea di come l’ ordinanza regionale che ha dettato le nuove regole per l’ apertura delle discoteche sia stata colta da gestori e titolari dei locali da ballo della costa ravennate. Capienza ridotta del 50 per cento, obbligo di indossare sempre la mascherina e chiusura immediata alla prima violazione, senza alcun rimando a ulteriori pratiche amministrative. Sono questi i tre fulcri del documento firmato ieri dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in vigore dalle 13 di oggi, che dàun a stretta a un settore che preoccupa, alla luce del generale aumento dei contagi da coronavirus. La decisione era nell’ aria, e riguarda tutte le discoteche della regione che hanno le carte in regola per essere aperte in base alle norme “anti-covid”, tra tutte in linea di massima – essere dotate di piste da ballo all’ aperto. Tuttavia la misura arriva last minute, a ridosso della festa di punta dell’ estate; un Ferragosto caratterizzato tra l’ altro dall’ appello del Codacons per chiudere tutte le discoteche e di quello degli operatori balneari del Cervese, che hanno chiesto l’ annullamento delle feste per evitare il rischio di compromettere la parte conclusiva della stagione. Bonaccini: «Misura necessaria» «Vogliamo evitare comportamenti che permetto al contagio di rialzare la testa – affermano il governatore e l’ assessore al Turismo, Andrea Corsini -. Per questo è necessario rafforzare prevenzione e controlli, un impegno che va di pari passo con lo straordinario lavoro che i servizi sanitari stanno facendo nei territori grazie all’ azione di tracciamento dei casi di positività al virus. Una stretta – concludono i due amministratori utile anche a evitare che divertimento e svago possano lasciare spazio ad atteggiamenti irresponsabili, anche solo di pochi, che possano vanificare il lavoro di questi mesi. A tutela dei giovani stessi, ragazzi e ragazze, che devono sapere di non essere immuni o al riparo dal virus». Zangaglia: «Presi di mira» È un disappunto corale quello dei titolari dei principali locali della costa. «Perché le discoteche e non i locali da aperitivo o i luoghi della movida? Ci hanno preso come una valvola di sfogo per trovare un colpevole – risponde a caldo Alessandro Zangaglia, storico patron del Santafé di Marina di Ravenna e del Bbk di Punta Marina-. Sono il primo che vuole il rispetto delle norme a fronte dell’ emergenza sanitaria, ma ci sentiamo presi di mira. Se i contagi stanno aumentando è anche per altri contesti che forse andavano monitorati meglio». Per l’ imprenditore l’ ordinanza è retaggio di un pregiudizio che non ha età: «Quando 30 anni fa, a 23 anni, inaugurai il Santafé, mia nonna mi rimproverò, “vai ad aprire un luogo di perdizione” – racconta il titolare -. Tutti incolpano le discoteche di qualcosa, pur essendoci andati tutti almeno una volta». Casanova: «Così spengono la Riviera» Sulla stessa linea Massimo Casanova, titolare di Villa Papeete, a Milano Marittima, che ne fa una questione di costi e sostenibilità dell’ impresa: «Togliere il 50 dei clienti ai locali vuol dire farci chiudere. È impossibile stare dentro alle spese. Così si spegnerà la Riviera romagnola». Da europarlamentare, Ca sanova ne fa anche una questione politica, accusando gli amministratori di essere «distanti dalle esigenze e dalle problematiche delle attività». E all’ ordinanza firmata alla vigilia del «capodanno dell’ estate», ribat te provocatoriamente: «Tanto valeva tenerci chiusi direttamente. Chi glielo dice ora a chi ha già prenotato? E chi glielo dice ai dipendenti che il giorno prima si sentono dire di stare a casa?». FED.S.

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