3 Maggio 2002

Si aprono i moschettoni: volo mortale di due fidanzati

Terni/Lei romana, lui viterbese: uccisi in un lancio di Bungee jumping da un ponte di 70 metri

Si aprono i moschettoni: volo mortale di due fidanzati




TERNI. Una tragedia segnata da incredibili coincidenze. La telefonata per avvertire il gestore di tenere aperto l?impianto che stava per chiudere, la carta di credito che si “rifiuta di pagare“ e funziona solo dopo alcuni tentativi. Poi il lancio, l?ultimo nella serata del primo maggio, in coppia, dopo che 70 persone avevano provato il piacere e il brivido del bungee jumping, lo sport estremo. Ma qualcosa nel sistema della piattaforma di lancio non ha funzionato. E si sono schiantati al suolo da un?altezza di 70 metri, abbracciati.
Così sono morti Tiziana Accorrà, 26 anni, studentessa romana, e Alberto Galletti, 25 anni, paracadutista della Folgore a Siena da tre anni, nativo di Castel Sant?Elia, in provincia di Viterbo, che avrebbe festeggiato il compleanno proprio ieri. Il volo tragico si è consumato, intorno alle otto di sera, in località Ponte Canale, vicino Arrone, un centro della Valnerina ternana, che negli ultimi anni ha accresciuto il suo sviluppo turistico proprio grazie all?esplosione del bungee jumping. Tanti appassionati da tutta Italia hanno scelto per lanciarsi questo ponte, costruito negli anni Trenta allo scopo di portare acqua dal fiume Nera al lago di Piediluco: sono centinaia ogni anno. Il peso massimo consentito è di 125 chilogrammi. E per lanciarsi è sufficiente firmare un?autocertificazione di robusta costituzione. Un ponte “famoso“: era stato scelto per una scena del film “L?Ultimo bacio“ di Gabriele Muccino con un volo di bungee jumping per festeggiare un addio, con lieto fine, al celibato.
Mercoledì sera i due giovani, fidanzati da poco tempo, volevano compiere quel lancio. Avevano pregato il titolare, Lorenzo Illuminati, di riaprirlo.
Al momento le cause dell?incidente non sono state chiarite. Solo una perizia tecnica, su tutti i materiali utilizzati, riuscirà a definire la dinamica del tragico salto nel vuoto. Il cavo elastico è risultato intatto, i due giovani erano regolarmente imbracati ma i moschettoni non hanno retto.
Forse il video del salto – un ricordo che viene consegnato su richiesta agli appassionati – potrà fare chiarezza su quanto accaduto. Anche se pare che riprenda solo la prima parte del volo. Le indagini sono condotte dal sostituto della repubblica di Terni, Barbara Mazzullo, che ha aperto un fascicolo sulla vicenda e che dovrebbe decidere in giornata se disporre l?autopsia dei due giovani e ascoltare il gestore dell?impianto. Al momento però non si è ancora registrato alcun provvedimento.
Per Tiziana, studentessa universitaria, era il primo salto, non aveva mai provato prima l`ebbrezza del jumping, a convincerla sarebbe stato proprio il fidanzato, abituato invece a sfidare la paura.
Viveva con i genitori, pensionati, e la sorella più grande si sarebbe dovuta sposare tra pochi giorni.
Il titolare dell?impianto, Lorenzo Illuminati, visibilmente scosso, aveva parlato a caldo di “fatalità“. “Sono i moschettoni ad aver ceduto“, aveva specificato. I due ganci che collegano le corde della base di lancio con l?elastico. Capaci di sopportare un carico di 2200 chilogrammi ciascuno. Invece hanno ceduto. L?avvocato Carlo Orsini che rappresenta Illuminati ricorda che l`impianto, in funzione da 5 anni, l?unico in Umbria, ora messo sotto sequestro, «è sempre stato tenuto in perfetta efficienza. Il lancio era stato assolutamente regolare nella prima fase, quando cioè la corda elastica non entra in funzione. Successivamente, al momento dello strappo, ha ceduto prima il moschettone ordinario e poi quello di sicurezza che si trovano sulla piattaforma di lancio». Secondo il legale entrambi «erano chiusi bene e quindi non vi è stata una loro apertura ma una frattura nel metallo». Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons che ha inviato un esposto alla procura ternana chiedendo di indagare per concorso in omicidio colposo se venisse accertata «la rottura dei moschettoni». L?associazione dei consumatori considera «la pratica pericolosissima» chiedendo che venga vietata ogni forma di jumping anche in Italia.

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