Si allenta un po’ il «credit crunch» ma resta rigida l’offerta di mutui
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Nell’ ultimo trimestre del 2012, le restrizioni del credito bancario a imprese e famiglie si sono allentate, ma la politica di offerta di mutui ha segnato un “moderato irrigidimento”, dovuto alla percezione del rischio più alto nel settore immobiliare. Queste informazioni di Bankitalia sono riportate nella consueta indagine sul credito bancario e risultano in linea con i dati complessivi provenienti dall’ area euro. Secondo le valutazioni delle banche, resta debole la domanda di prestiti da parte delle imprese, che risentono dell’ andamento degli investimenti fissi e delle richieste per capitale circolante e scorte, mentre peggiora la domanda di mutui per la casa, conseguente al deterioramento delle prospettive di mercato dell’ edilizia residenziale. I risultati dell’ indagine di Bankitalia hanno suscitato malumore tra i consumatori. Imprese e famiglie – rileva il Codacons – sono strangolate dalle banche e quindi impossibilitate ad avere accesso al credito. Dall’ inizio della crisi, “le banche hanno smesso di fare il loro mestiere, che è quello di far circolare i soldi, ricevendo in cambio regali sia dalla Bce sia dal governo. Fino a che le banche avranno convenienza ad acquistare titoli di Stato e il governo non deciderà di porre un freno a questi investimenti speculativi, sarà difficile uscire dalla stretta creditizia”. Le spese per mantenere un’ abitazione aumenteranno nel 2013 del 4%, a un tasso superiore all’ inflazione. È il calcolo contenuto in uno studio di Adusbef e Federconsumatori, secondo il quale per un appartamento di 90 metri in una zona semicentrale di una grande area metropolitana in affitto si spenderanno in media al mese 1.694,70 euro (+61,50 euro sul 2012) e 1.164,45 per una casa di proprietà (+49,80 euro sul 2012. A far lievitare le spese contribuiranno gli aumenti per luce, gas e acqua, ma soprattutto quello previsto per la nettezza urbana con l’ introduzione della Tares (+25%). Si prospettano aumenti – segnalano Federconsumatori e Adusbef – «anche per i costi connessi alle spese di manutenzione, la cui crescita potrebbe essere spinta dall’ aumento dell’ Iva da luglio». Per le case di proprietà pesano i rincari delle rate dei mutui, determinati dagli aumenti degli spread applicati dalle banche, «tra l’ altro sempre molto restie» nel concedere questi prestiti. È in crescita – affermano i consumatori – anche il numero degli anni di stipendio necessari per l’ acquisto dell’ appartamento-tipo preso in considerazione. Si è tornati, infatti, al livello del 2006: sono necessarie 19,7 annualità di stipendio per acquistare una casa (nel 2011 si era scesi a 18 anni). Paolo R. Andreoli 31/01/2013.
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