22 Novembre 2020

Si allenta la pressione sugli ospedali

Calano i valori delle curve epidemiologiche che descrivono l’andamento dell’infezione da coronavirus in Lombardia. Ma non le polemiche sulla macchina sanitaria che da ormai molti mesi sta affrontando questa situazione di emergenza. In Italia, la Lombardia rimane la regione con il maggior numero di contagi, 8.853 positivi in un giorno, comunque in calo rispetto a venerdì (9.221 Ancora tanti i decessi, 169 quelli di ieri. Tuttavia nell’ultima settimana i contagi sono calati del 7,7 e del 15% a Milano. Continua poi la polemica sui vaccini influenzali, fortemente raccomandati dal governo, oltre che dalle istituzioni sanitarie regionali. Dopo le accuse di ritardi nella distribuzione, ieri la Regione Lombardia ha reso noto che sono circa 1.800.000 le dosi di vaccino «distribuite a medici di medicina generale, Asst e Rsa». Di queste, ne «sono state somministrate 410.000 O almeno tale è il numero rendicontato al momento dagli erogatori (medici di medicina generale, centri vaccinali). «Pertanto – hanno affermato dalla Regione – nonostante qualche ritardo, dovuto a problemi di consegna a parte delle ditte fornitrici, più 1.200.000 over 65 potranno essere vaccinati nelle prossime settimane, così da “coprire” il periodo necessario per attendere le ulteriori dosi acquistate e non ancora consegnate. Degli ulteriori 700.000 vaccini acquistati, 50.000 verranno distribuiti entro oggi, 200.000 entro il 30 novembre, 200.000 entro i primi 15 giorni di dicembre. Altre 250.000 fiale inoltre, sono già presenti nei magazzini e costituiscono le eventuali seconde dosi di Fluenz, l’innovativo vaccino spray per bambini, introdotto per la prima volta in Italia, per il quale la Regione attende di sapere dal ministero della Salute se, come accade in altri Paesi europei, possa essere somministrato in dose unica, senza necessità di fare il richiamo». Intanto, si aspetta di capire come la Regione si muoverà per il vaccino anti Covid. Il commissario del governo all’emergenza Domenico Arcuri ha chiesto a Palazzo Lombardia di fornire una mappa dei centri vaccinali e degli ospedali per allestire la rete per le inoculazioni degli antidoti a partire da gennaio, quando dovrebbero arrivare le prime dosi. Da registrare inoltre le dichiarazioni del Codacons, per il quale «a seguito della protesta dei medici di base contro la Regione per mancanza di dpi, se ne aggiunge un’altra per non conformità delle mascherine all’uso Sono tante le lamentele dei medici di medicina generale per queste mascherine ricevute, di produzione cinese. Si tratta di un fatto grave che costringe questi medici a procurarsi le mascherine da soli», ha e- il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli annunciando una diffida nei confronti della Regione. Venerdì l’Ats di Milano aveva precisato che le mascherine «di produzione cinese» inviate ai medici di base, hanno avuto il parere positivo del Cts. L’Ats ha osservato ancora, «sta distribuendo dispositivi di protezione individuale, non dispositivi medici, che sono altro (strumenti utilizzati in medicina a fine diagnostico- Anche per questo, «sa- davvero peculiare trovarci scritto “dispositivo ad uso medico”. Le due classificazioni afferiscono a due normative differenti e per gli addetti ai lavori è lampante che questo non comprometta l’efficacia del prodotto».

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