10 Aprile 2001

SI ALLARGA LA FRATTURA NEL GOVERNO

SI ALLARGA LA FRATTURA NEL GOVERNO ANCHE VITA CONTRO IL MINISTRO DELLA SANITA? dibattito


Veronesi: i benefici non pagano i costi

inviato a CERNOBBIO RIPETE che non tornerà a «fare il ministro». Ma già adesso, quando parla di elettrosmog, Umberto Veronesi si mette il camice bianco del medico, poco interessato alle polemiche interne al governo: «Possono esserci due anime diverse, non c?è un rifiuto drastico, è differente l?interpretazione dei dati». E ancora una volta, anche al Forum sulla Sanità Futura, ribadisce che le onde magnetiche non sono una priorità: «E? uno dei tanti temi da considerare nel controllo della salute, ma ci sono urgenze maggiori e investimenti più redditizi in tema di prevenzione delle malattie». Una dichiarazione che piace alla Lega per la Lotta ai Tumori: «Le priorità devono andare alla lotta al fumo, al benzene e ai raggi ultravioletti, non distogliamoci dai problemi reali». Una presa di posizione che ovviamente soddisfa Vittorio Colao, amministratore delegato di Omnitel: «È un approccio serio, scientifico e non emotivo a un presunto problema che altri cavalcano per vari motivi». Le affermazioni del ministro della Sanità, tuttavia, continuano a suscitare reazioni dentro e fuori il governo. Il CODACONS vuole le sue dimissioni, il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita sostiene che le polemiche sono «imbarazzanti», che gli uomini di scienza avrebbero dovuto essere più cauti: «Non ci sono sicurezze sull?ipotetica assenza di rischio». A provocare le maggiori reazioni, è un altro passaggio del discorso di Veronesi a Cernobbio.
Quello sugli investimenti per la ricerca sull?elettrosmog, sui fondi da destinare alla ricerca e alla prevenzione dell?inquinamento elettromagnetico: «Gli interventi di prevenzione vanno fatti in base al rapporto tra costi e benefici. Seguire questa linea è un imperativo morale». Replica in modo deciso il ministro per l?Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio: «Il mondo scientifico è profondamente diviso.
La politica però, può decidere se stare dalla parte della salute dei cittadini o da quella degli interessi degli industriali». Quindi, senza alcun dubbio indica una sola strada: «Come Verde ed esponente del governo dell?Ulivo, dico che bisogna scegliere ciò che è più giusto per i cittadini». Il ministro delle Politiche Comunitarie Gianni Mattioli accusa Veronesi di non aver considerato la documentazione sull?elettrosmog che lui stesso gli aveva mandato mesi fa: «Sono stupito e amareggiato. Gli avevo ben documentato ciò che pensano molti studiosi a livello mondiale, cioè che i campi elettromagnetici sono una delle cause che provocano insorgenza di tumori e leucemie». E ancora: «L?esposizione delle cellule a radiazioni di diversa frequenza, comportano alterazioni cellulari e indebolimento del sistema immunitario». Grazia Francescato, leader dei Verdi, annuncia che vuole su questi temi un incontro con Giuliano Amato. Si dice «infastidita e indignata» del fatto che la comunità scientifica che sostiene Veronesi è «la stessa che in passato si batteva per il nucleare e le biotecnologie». E chiede al ministro della Sanità, «cosa avrebbe fatto, se ad ammalarsi fossero figli suoi»: «Spendiamo miliardi in scemate e poi non dovremmo investire in difesa di un cittadino costretto a fare la cavia. Veronesi sostiene che anche il sole fa male, ma quello non possiamo spostarlo come se fosse un?antenna. Al massimo possiamo non prendere la tintarella, ma i cittadini non possono sfuggire alle emanazioni nocive».

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