Si accende il riscaldamento, arriva la stangata
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fonte:
- La Stampa
Gasolio casa +17% in un anno
In questi giorni è il gasolio a dare più dispiaceri ai consumatori italiani: quello per le auto ieri ha toccato per due compagnie (Api e Fina) il nuovo record storico di 1,025 euro al litro, mentre quello da riscaldamento è diventato di attualità, sempre nella giornata di ieri, con il pre-avvio degli impianti in alcune città colpite dal freddo, e domani si parte in buona parte d?Italia (non tutta, le date si spostano in avanti man mano che si va verso Sud): ebbene, secondo i calcoli dell?Associazione nazionale degli amministratori di condominio (Anaci) in questo 2004 una famiglia milanese che scalda con il gasolio un appartamento di 100 metri quadrati spenderà circa 2159 euro, contro 1926 euro del 2003 con un aumento del 12%.
Più pesanti ancora, in percentuale, i rincari a Roma: da 825 a 948 euro, cioè +15%. Quasi lo stesso aggravio subiranno le famiglie napoletane (sempre facendo l?ipotesi dei 100 metri quadrati) con un +14,4% da 755 euro a 864. Persino nella tiepida Sicilia si registrerà un +11,5% (per esempio) a Catania, con il conto che passa da 397 a 442 euro.
Il presidente dell?Adoc, Carlo Pileri, denuncia che «le famiglie potrebbero pagare circa 2,5 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno se resta l?attuale trend di aumenti».
Gli impianti di riscaldamento a gasolio rappresentano, per fortuna, una quota sempre più ridotta del totale italiano; chi scalda invece i termosifoni col metano non subirà aumenti di spesa e anzi dovrebbe fruire di un risparmio del 3,4% (dai 58,96 euro dell?ottobre 2003 ai 57,08 di oggi) e le sorprese saranno positive anche per chi ha potuto scegliere soluzioni alternative. Invece il gasolio per uso domestico pesa un rincaro del 17% fra ottobre e ottobre (cioè da 0,840 a 0,916 euro al litro).
Le associazioni dell?Intesa – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – calcolano che «in un solo mese, cioè tra il 4 settembre e il 4 ottobre, il prezzo del gasolio da riscaldamento è aumentato del 5,1%». In particolare, l?Adoc dovrebbe diffondere oggi altre cifre più analitiche sulla questione.
Da notare che il merito del -3,4% del prezzo del metano non va a un?evoluzione naturale del mercato, ma al benefico intervento dell?Autorità per l?energia, che ha imposto un taglio dei costi di distribuzione costringendo le aziende a migliorare l`efficienza a vantaggio dei consumatori.
Invece dietro il gasolio che rincara ci sono vari colpevoli, non esclusa la forte tassazione. Lo segnala anche l?Intesa, osservando che «il prezzo del gasolio da riscaldamento in Italia è il doppio rispetto alle media europea» e che questa «situazione insostenibile» (parole del presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti) «si deve anche alle accise, che pesano in maniera spropositata e di cui proponiamo la riduzione di almeno di 4-5 centesimi».
Secondo il sito del ministero delle Attività produttive il prezzo industriale (cioè al netto dell`imposizione) del gasolio da riscaldamento italiano è il quinto in Europa dopo quelli di Gran Bretagna, Irlanda, Olanda e Danimarca, ma diventa il primo considerando anche il prelievo. Impressionante il divario a nostro sfavore: in Francia un litro costa solo 0,514 euro, in Germania 0,490 e da noi addirittura 0,978 euro. Addirittura umiliante il confronto con la Gran Bretagna (dove costa l?equivalente 0,416 euro) mentre solo la Svezia si avvicina ai nostri prezzi con 0,912.
Anche il presidente dell?Unione petrolifera italiana, Pasquale De Vita, chiama in causa per questo svantaggio italiano «in primo luogo la differenza fiscale», ma aggiunge che alle disuguaglianze di prezzo concorrono «le differenze nei sistemi distributivi e quelle sulle specifiche di qualità dei combustibili».
In attesa che si risolvano i macro-problemi le associazioni dei consumatori suggeriscono di tutelarsi passando quando è possibile al cosiddetto «teleriscaldamento», che permette a molti palazzi di utilizzare un?unica caldaia, magari fruendo delle acque calde di una centrale elettrica; in presenza invece di impianti di tipo tradizionale, il passaggio al riscaldamento autonomo può bastare da solo a consentire risparmi del 30%.
Benché abbia un legame solo indiretto con la questione del riscaldamento, si può osservare che ieri, come era stato preannuciato, l?Unione europea ha inviato all?Italia e ad altri Paesi una lettera di mora per sollecitarli a trasporre nelle loro legislazioni nazionali le direttive comunitarie sulla liberalizzazione dell`energia elettrica e del gas.
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