19 Gennaio 2019

Show degli Stones, nessun reato Il giudice ha archiviato l’ inchiesta

l’ indagine era nata da una serie di esposti del codacons
NESSUN reato. Niente che possa meritare un qualche approfondimento processuale. Il giudice per le indagini preliminari ha così archiviato l’ inchiesta aperta quasi un anno e mezzo fa sulla gestione dello storico concerto dei Rolling Stones tenutosi il 23 settembre 2017 sugli spalti delle Mura urbane. A FAR scattare l’ inchiesta all’ epoca era stata una raffica di esposti, circa centocinquanta, raggruppati in una denuncia del Codacons che ipotizzava addirittura una truffa ai danni degli spettatori. Lo show del mitico gruppo rock si era tenuto nell’ area dell’ ex campo Balilla davanti a 56mila spettatori. Tutto filò liscio, ma dopo il concerto alcuni lamentarono il fatto di non aver potuto vedere bene lo spettacolo dalle ultime file del prato. Il Codacons raccolse un centinaio di segnalazioni e le convogliò in un esposto presentato in Procura a Lucca. LA STESSA Procura, al termine degli accertamenti, dopo aver anche ascoltato il promoter sel Summer Festival, Mimmo D’ Alessandro e valutato la sua memoria difensiva, nelle scorse settimane aveva tuttavia presentato una richiesta di archiviazione all’ ufficio del gip. E ora il giudice Antonia Aracri ha firmato appunto l’ archiviazione del provvedimento. NELLA valutazione ha sicuramente pesato anche il fatto che nell’ area concerto dove si sono esibiti i Rolling Stones erano presenti quattro maxi schermi alti ben 28 metri. Inoltre sui biglietti dello show degli Stones era scritto che in alcuni punti potevano esserci problemi di visibilità, come avviene spesso per i maxi eventi con decine di migliaia di spettatori. Insomma, un grande concerto rock conn decine di migliaia di persone non può essere paragonato alla visione di un film al cinema. Si va per partecipare a un evento, per ascoltare la musica, per esserci. E va anche detto che tra quei 56mila spettatori quasi tutti hanno un ricordo indelebile di un magico e storico evento rock. Paolo Pacini.

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