Shopping scontato, si spendono 403 euro a famiglia
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fonte:
- Il Giornale
Boccata d’ ossigeno per il commercio. Ma c’ è chi ha già cominciato
Oggi partono i saldi ufficiali. Inaugurano Sicilia e Basilicata. Seguono il 5 gennaio le grandi città come Roma, Milano, Napoli. Fanalino di coda, Bolzano e Molise che partiranno il 7 mentre in Valle d’ Aosta il 10. E si capisce il perché. Fino al 9 ci sono i turisti e i prodotti si vendono a prezzo pieno. Ma non pensiate che l’ ufficialità vada a pari passo con la realtà. Già a fine anno chi è entrato in un negozio ligure ha potuto risparmiare un bel 30% sul prezzo pieno. Sono i saldi silenziosi. C’ è una sorta di intesa muta tra il cliente che chiede lo sconto ( «tanto ormai ci sono i saldi») e il commerciante comprensivo che preferisce alleggerire il magazzino e incassare prima della grande ressa dedicata agli sconti. Già, ma ci sarà davvero una ressa per accaparrarsi capi di marca a prezzi invidiabili? I pareri sono discordi, quest’ anno ancora più marcati rispetto agli anni scorsi. C’ è la crisi di mezzo, non dimentichiamolo e molti vedono nero. Secondo i consumatori le vendite caleranno del 30% rispetto al 2011. «Solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto, e la spesa procapite in regime di saldi si attesterà sui 110 euro», sentenzia Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «A risentire della grave crisi del commercio – aggiunge saranno soprattutto i piccoli negozi e per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d’ affari».Meno catastrofiche le attese della Fismo-Confesercenti. «I saldi sono lo specchio dell’ economia del Paese: i commercianti – afferma Roberto Manzoni, presidente della Federazione – si aspettano perciò una flessione, non drammatica, ma in linea con la situazione dell’ Italia.Basta guardare alla famiglia media che ha visto aumentare le spese fisse per la gestione familiare del 6-7%, perdendo contemporaneamente un altro 6- 7%in potere d’ acquisto.Qualcuno comprerà ciò di cui ha bisogno, ma altri saranno frenati dal timore per il futuro». Dunque, i consumatori saranno divisi in due fazioni: la prima che cerca l’ affare e spende nonostante tutto e chissenefrega della crisi. La fazione avversa, invece, aspetterà tempi più rosei. Ma per tutti i «saldisti» vale lo stesso criterio per gli acquisti: cioè occhi aperti per evitare le fregature. L’ associazione dei commercianti ricorda alcuni principi generali per gli operatori. Per prima cosa, le vendite di fine stagione devono essere segnalate al Comune con almeno 5 giorni di anticipo indicando il periodo prescelto. E come in tutte le vendite speciali esiste poi l’ obbligo di esporre al pubblico il prezzo iniziale, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. Ogni famiglia spenderà in media 403 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore (una stima più o meno sugli stessi livelli dell’ anno scorso). In media, insomma, ogni persona spenderà 168 euro.
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