4 Gennaio 2015

Shopping in frenata Saldi in calo del 7%

Shopping in frenata Saldi in calo del 7%

NICOLA GUARNIERI [email protected] Alla faccia della ripresa economica e dei buoni auspici! I saldi 2015, anticipati in tutta Italia (in Trentino ormai da qualche anno) per cercare di far rifiatare il commercio, non porteranno quella boccata d’ ossigeno sperata. Le previsioni delle associazioni dei consumatori, Codacons su tutti, sono infatti pessime: «Ci sarà una flessione epocale sui saldi. – conferma Gloria Canestrini del Codacons Trentino – E purtroppo, rispetto al passato, questa tendenza accomuna tutte le regioni italiane. E i cali degli acquisti non riguardano solo l’ abbigliamento ma anche l’ alimentare». I dati sono allarmanti: si parla infatti del 7-8% di acquisti in meno, un segnale inquietante in un inizio d’ anno che, da più parti, è stato annunciato come quello della ripresa. Per il commercio, però, è stato un brutto periodo pure quello solitamente deputato alla «crescita»: Natale e dintorni. «Si è registrato un 6-7% in meno sia prima di Natale che a ridosso delle festività legate tradizionalmente allo shopping». C’ è da preoccuparsi? «Direi di sì. Il calo, rispetto agli anni scorsi, è consistente. Tra l’ altro erano decenni che il consumatore avveduto aspettava il momento dei saldi per fare acquisti ma stavolta mancano i soldi. E la conferma arriva dal fatto che, cosa più unica che rara, già a Natale c’ erano saldi in giro. Se a questo sommiamo le previsioni di un calo del 7% negli acquisti proprio in tempo di saldi c’ è poco da stare allegri». E pensare che i saldi, di solito, valgono da soli il 20% del fatturato annuale dei negozi. Insomma, chi si aspettava un’ impennata delle vendite, complice anche il grande afflusso ai mercatini di Natale, è rimasto deluso. E con lui anche l’ economia trentina in genere. È pure vero che i ribassi sono appena inizia ti ed è quindi presto per fare bilanci ma la realtà è che, almeno agli esordi, sperano di sopravvivere solo centri commerciali e outlet. Il rischio maggiore, invece, è per i piccoli negozi di vicinato, già colpiti dalla recessione. Per il referente nazionale del Coda cons Carlo Rienzi, «anticipare l’ avvio degli sconti al 3 gennaio non è servito a molto. Si esce, si osservano le vetrine ma ancora non si compra. Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget per i saldi sempre più ristretto a causa della crisi economica». Come lo scorso anno, secondo l’ associazione dei consumatori, i piccoli negozi e soprattutto le periferie risentono particolarmente della riduzione degli acquisti mentre la situazione appare meno negativa, come detto, negli outlet e soprattutto nelle boutique dell’ alta moda, che possono contare su una massiccia presenza di turisti che tengono alto il livello delle vendite. Nei villaggi del risparmio per antonomasia l’ affluenza è aumentata del 35% ma sul versante acquisti è ancora prematura ogni considerazione. E lo stesso vale per il centro storico dove ieri si è concentrata una significativa presenza di potenziali clienti ma con il portafoglio ben custodito al sicuro nelle tasche o nelle borsette. I prezzi, stavolta, centrano poco visto che a scarseggiare è la propensione allo shopping. Insomma, nonostante la ressa – per il lungo ponte di inizio anno ma anche per i mercatini di Natale ancora aperti e le piste da sci agibili – gli affari nelle botteghe di Trento vanno decisamente a rilento. E le previsioni, come detto, non sono affatto lusinghiere almeno nelle intenzioni dei consumatori. Che di spendere, in altre parole, hanno poca voglia visto che i saldi proseguiranno ancora per alcune settimane. Forse, sperano i commercianti, quando i conti correnti saranno rimpinguati con il primo stipendio del 2015.

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