14 Dicembre 2020

Shopping in centro col freno a mano

Viterbo COMMERCIO Piccoli segnali positivi nel primo fine settimana di shopping natalizio. Complice la chiusura delle gallerie del centro commerciali, vetrine affollate in centro. Numeri ancora in ritardo se confrontati con lo stesso periodo dello stesso anno ma che, nonostante un’indagine del Codacons abbia visto al ribasso i consumi medi per le festività, autorizzano a guardare con positività agli ultimi dieci giorni prima di Natale quelli dove tradizionalmente si concentra la maggior parte degli acquisti. «La voglia di tornare alla normalità c’è si vede nella vie affollate e negli sguardi dietro le mascherine – spiega Giovanni Scuderi, titolare di 3 punti vendita in città di cui uno al centro storico – . Negli ultimi giorni di passaggio ce n’è stato. Di acquisti un po’ meno ma pensare di fare un bilancio oggi o anche solo una previsione è prematuro, prima di tirare le somme aspettiamo ancora una settimana». sostenere il traffico in centro, spiegano i commercianti, anche la scelta del comune di aprire gratuitamente i cancelli del parcheggio del Sacrario (già sollecitata lo scorso mese di novembre insieme ad altre richieste) non una soluzione, piuttosto un invito a trascorrere il pomeriggio nel cuore della città. «L’inizio è stato buono, sia sabato che domenica c’è stato un movimento positivo, chiamiamolo così – spiega Alessandra Di Marco, titolare di un negozio di abbigliamento sportivo -. Le criticità maggiori si concentrano durante la settimana, come sempre del resto, dove tutto è più difficile e i numeri arrancano. Contiamo di vederli crescere già dai prossimi giorni». Tanta gente in giro. Pochi invece i commercianti che hanno apertamente aderito alla campagna promozionale autorizzata dalla Regione Lazio con la delibera di giunta votata all’unanimità lo scorso 27 maggio e già applicata tra luglio e agosto. Alla possibilità cioè di applicare una forte scontistica già 30 giorni prima dei saldi fissati, quest’anno partire dal 12 gennaio 2021. Nessun boicottaggio, ma una decisione che va letta tra le righe di una crisi che da anni attacca duramente il settore abbigliamento e ne ha fatto uno degli anelli più deboli della catena. «Gli sconti, di fatto, ci sono per 12 mesi anche senza cartelli affissi sulle vetrine – spiegano – Sono necessari per reggere il mercato che non deve confrontarsi solo con la grande distribuzione, ma anche con quello di prossimità e la capacità di spesa delle persone ridotta ulteriormentedall’emergenza sanitaria”.
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