Shopping con i saldi, le 10 regole salva-acquisti
il decalogo del codacons e l’ indagine sulle famiglie: che quest’ anno, giurano, tireranno la cinghia
Anche quest’ anno i saldi di fine stagione dovrebbero registrare segno negativo. Così almeno prevede il Codacons, che ha realizzato una prima indagine sulla propensione alla spesa delle famiglie. Stimiamo una contrazione media delle vendite del 5% rispetto ai saldi invernali del 2016 – spiega il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi -. Il via agli sconti è fissato subito dopo le feste di Natale e Capodanno, quando i portafogli degli italiani sono stati già svuotati dalle spese per regali e cenoni. Non resta molto per fare altri acquisti. Il budget medio per i saldi scenderà a una media di 175 euro a famiglia, e solo il 45% degli interpellati dal Codacons s’ è detto pronto a sfruttare gli sconti di fine anno. L’ andamento non sarà omogeneo: la contrazione degli acquisti, dice l’ indagine, colpirà in modo particolare i piccoli negozi e le periferie delle città, mentre si registreranno numeri positivi negli outlet e nelle boutique d’ alta moda, grazie alla presenza dei turisti stranieri. Vola il commercio online: un acquisto su cinque in regime di saldi sarà concluso sul web. Il Codacons ha diffuso anche la sua guida alla spesa in tempo di saldi. Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura, rivolgetevi al Codacons – conclude la nota – oppure chiamate i vigili urbani. Qui le altre notizie di Economia Alcuni diritti riservati. Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla newsletter Breaking news.
cesare sandassi
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