Sfiorati nell`ultimo anno 12 incidenti
-
fonte:
- Gazzetta di Parma
BOLOGNA – Per ben 12 volte nell`ultimo anno, in Emilia- Romagna, sono avvenuti superamenti vietati e i treni sono passati con il semaforo rosso. Ora che sono state estratte tutte e 17 le vittime dello scontro tra l`interregionale Verona- Bologna e il merci, esplode la questione « sicurezza » . Difficile pensare alla fatalità, dicono gli inquirenti, « parlare di errore umano è ingiusto e improprio » , dice il pm di Bologna Enrico Cieri, titolare dell`inchiesta assieme al procuratore capo Enrico De Nicola. Pare ormai accertato che l`interregionale 2255 abbia saltato un semaforo rosso. Ma secondo gli inquirenti « potrebbero non aver funzionato i sistemi di sicurezza o i due semafori precedenti all`ultimo » , spiega Cieri. Solo l`occhio del macchinista, infatti, funziona in quella tratta a binario unico e con la nebbia è possibile che il macchinista non abbia visto il rosso. Non esiste infatti la cosiddetta « ripetizione di segnale » , che avvisa con molto anticipo che è stato saltato un semaforo. Decisive saranno le scatole nere, come anche gli esami tossicologici e alcolemici sui cadaveri dei macchinisti. Solo sui loro corpi sarà effettuata l`autopsia: « si tratta di atti obbligatori, dobbiamo accertare – ribadisce il magistrato – che al momento del disastro i macchinisti fossero in condizioni fisiche idonee » . Intanto, la polizia ha provveduto ad acquisire le memorie elettroniche delle stazioni del compartimento di Bologna, Crevalcore e di San Felice sul Panaro, l`ultima stazione che ha visto sfrecciare il convoglio passeggeri prima del terribile schianto. In quel punto il treno avrebbe dovuto rallentare, ma il capostazione l`ha visto correre a 130 chilometri l`ora. « Era in piena velocità e appena la strumentazione mi ha segnalato che avrebbe dovuto decelerare e fermarsi ho preso il telefono e ho chiamato il compartimento di Bologna e subito dopo Vincenzo, sul suo cellulare… Non mi ha mai risposto » . Un fatto sembra certo: ci fosse stato a bordo il sistema che tramite impulsi rileva gli errori e frena automaticamente, non sarebbe accaduto nulla. E nulla sarebbe accaduto se, come avveniva anni fa su quel treno, ci fossero stati due macchinisti. Da quando Trenitalia ha ridotto da due a uno il personale alla guida dei convogli – denunciano i macchinisti – viaggiare è diventato pericoloso. Di questo e altro dovrà rispondere giovedí in Parlamento il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, che ha disposto la nomina di una commissione d`inchiesta e che sarà ascoltato dalle commissioni trasporti di Montecitorio e Palazzo Madama riunite in seduta congiunta. Intanto Intesaconsumatori ( che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) chiede le dimissioni di Lunardi e dei vertici di Trenitalia, invocando anche un monitoraggio su tutta la rete ferroviaria italiana.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
-
Tags: Incidente, intesa, lunardi, monitoraggio, scontro, sicurezza, treni, Trenitalia
