8 Aprile 2011

Sfida a sei per il Comune Salvador entra, Claut esce

Sfida a sei per il Comune Salvador entra, Claut esce
 

E’ in corso un ultimo tentativo per recuperare il dialogo a sinistra tra il partito di Vendola e Rifondazione comunista. La questione è stata avocata alle segreterie regionali, con un filo diretto a Roma. Dal Sel locale era emerso il no alla collaborazione con Rifondazione, giudicato incongruente dal segretario provinciale, Michele Negro, disposto a sostenere Giovanni Del Ben. Se la trattativa fallirà, difficilmente la Federazione della sinistra sarà in grado, nell’ arco di una sola settimana, di mettere in campo una lista di candidati e presentare un proprio pretendente alla massima carica municipale. di Stefano Polzot Si conclude con un pareggio la giornata politica di ieri che segna, salvo sorprese dell’ ultima ora, la definizione del quadro delle candidature per Pordenone: scende ufficialmente in campo il vice presidente del Consiglio regionale, Maurizio Salvador, portacolori dell’ Udc; esce dalla competizione Vitto Claut del Partito per la caduta di Berlusconi. In questo modo sono sei i candidati che saranno chiamati tra una settimana a depositare le liste, in rappresentanza di 14 liste. Si tratta, oltre al già citato Salvador, di Giovanni Del Ben (Idv, Sel e Del Ben per Pordenone), Giuseppe Pedicini (Pdl, Lega, Nuova Pordenone e Pensionati – salvo che la Destra non riesca a presentare il simbolo autonomamente), Claudio Pedrotti (Pd, lista Bolzonello e Vivo Pordenone), Alberto Rossi (Api e Fli) e Giovanni Zanolin (Il Ponte). A porre definitivamente fine alla telenovela che ha animato il centro-destra un comunicato del leader dell’ Udc, Pierferdinando Casini, al quale Salvador ha presentato la sua candidatura. Il presidente del partito ha assicurato un suo impegno diretto nella campagna elettorale, tant’ è che sarà presente in città, e sottolineato «la posizione coerente e limpida dell’ Udc locale che, di fronte a veti incomprensibili, ha dimostrato coerenza e serietà». L’ Udc aveva condiviso l’ accordo pressoché raggiunto con Pdl e Lega che indicava in Pedicini il candidato sindaco. Solo in seguito era emerso il veto nazionale della Lega nei confronti del partito, superato l’ altro giorno. Le pressioni di Fli (escluso dall’ intesa) sull’ Udc nazionale avevano riaperto la partita, tramutando, nel giro di mezza giornata, il sì del Carroccio in un no e riaprendo la strada del Terzo polo, mai gradita dall’ Udc pordenonese, chiusa dopo un vertice a Roma con Casini e Cesa. La discesa in campo di Salvador è il male minore, rispetto all’ alleanza con Fli e Api, per il Pdl che punta a recuperarlo al secondo turno. «Speravamo di poter comporre il quadro che governa la Regione anche per queste elezioni amministrative già al primo turno – commenta il coordinatore provinciale del Pdl, Angioletto Tubaro – in particolare a Pordenone. E’ chiaro che di fronte all’ impossibilità di questa ipotesi, lavoreremo per recuperare l’ Udc in seconda battuta». Per un candidato che entra, uno che esce. Si tratta di Vitto Claut, presidente del Codacons, che deve rinunciare a presentare in città il Partito per la caduta di Berlusconi. «Alle difficoltà a trovare autenticatori per le firme – afferma – si sono unite alcune defezioni. Sapevamo che sarebbe stato difficile, ma abbiano tentato. Il progetto "Berlusconi no grazie" continua». Anche se per le comunali prima di Berlusconi è caduto il partito che lo voleva fuori dalla scena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this