29 Dicembre 2019

Sfida a quattro per conquistare la Cittadella

i candidati hanno presentato gli schieramenti: inizia la corsa verso il voto del 26 gennaio la soglia di sbarramento per la ripartizione dei trenta seggi in consiglio è fissata all’ 8%
Antonio RicchioCatanzaro Inizia oggi la campagna elettorale più confusa della storia del regionalismo calabrese. Chiusa la lunghissima fase delle trattative, adesso si spera che l’ attenzione possa cadere sui programmi e le iniziative da mettere in campo per provare a tirare fuori la Calabria dalle sabbie mobili. Alla fine i candidati in lizza per la presidenza saranno quattro: Francesco Aiello (portabandiera del M5S), Pippo Callipo (rappresentante del centrosinistra), Jole Santelli (capitana del centrodestra) e Carlo Tansi (candidato civico senza legami con i partiti). Un numero contenuto rispetto alle previsioni della vigilia: per un certo periodo si era ipotizzato che potessero arrivare addirittura a otto. Nel corso di queste settimane hanno fatto un passo indietro il numero uno del Codacons in Calabria Francesco Di Lieto, l’ ex presidente di Confinustria a Reggio Giuseppe Nucera, l’ attuale governatore Mario Oliverio e il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Gli assetti calabresi, a differenza di quanto successo in Emilia Romagna, altra regione al voto il prossimo 26 gennaio, si sono definiti proprio al fotofinish, a conferma dell’ incertezza che regna a queste latitudini. Il travaglio su Rousseau La scelta dei 5 Stelle di puntare sul docente universitario Aiello è arrivata dopo la trattativa saltata con il Pd. A Roma i vertici dei due partiti hanno immaginato, giusto per qualche giorno, di poter replicare (non, ovviamente, con lo stesso risultato) il patto civico realizzato in Umbria. Ma le resistenze degli eletti hanno messo addirittura in discussione la partecipazione alla competizione. Dubbi poi superati attraverso una votazione su Rousseau. Adottata la decisione di scendere in campo, la scelta di puntare su Aiello (sul cui nome si è espressa nuovamente la piattaforma degli iscritti) è stata partorita sull’ asse Di Maio-Parentela. Ora la sfida sarà superare la soglia di sbarramento fissata all’ 8 per cento. Callipo e il Pd Doveva essere il candidato del M5S, invece è diventato quello del Pd. Ma quanta fatica per arrivare al matrimonio con i dem. Zingaretti e soci hanno dovuto aggirare diversi ostacoli prima di raggiungere il risultato. Per alcuni giorni sembrava che il candidato del Pd potesse essere l’ editore Florindo Rubbettino, poi il “re” delle cravatte Maurizio Talarico. Infine, il nome dell’ imprenditore del tonno. Che sarà sostenuto – seppur indirettamente – anche da Mario Oliverio e altre tre liste. La quarta, “10 idee per la Calabria”, avrebbe incontrato alcuni problemi tecnici all’ ultimo momento. Santelli per il centrodestra La deputata azzurra guiderà il centrodestra unito. Non ci sarà la scissione dentro Forza Italia dopo la scelta di Mario Occhiuto di non correre in autonomia per non mettere a rischio la propria permanenza a Palazzo dei Bruzi. E pensare che il candidato naturale degli azzurri doveva essere proprio lui. Ma i veti leghisti sul suo conto – si ritrova con il Comune di Cosenza in dissesto finanzario e coinvolto alcune inchieste giudiziarie – hanno costretto il Cavaliere a cambiare scudiero e puntare su una fedelissima della prima ora. Lo strappo è stato evitato dopo l’ appello all’ unità lanciato dall’ anziano leader. Tansi contro tutti Nessuna alleanza e lotta spietata contro «la casta» per Carlo Tansi, geologo con un passato alla guida della Prociv calabrese. Nei mesi scorsi ha rotto con Oliverio e lanciato la sua sfida per rivoltare la Calabria. A sostenerlo ci saranno tre liste (due delle quali, però, saranno presenti soltanto nella circoscrizione Nord).

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