11 Aprile 2006

Sezze/Ciarlo: nessun dubbio dimissioni legittime e regolari







Acqualatina apre il dialogo con le associazioni dei consumatori e propone un arbitrato, fuori dalle mura del tribunale, per risolvere le tante controversie in atto con gli utenti. Solo tre associazioni, però, hanno accettato di discutere: Adoc, Lega consumatori e Codacons. Non hanno risposto all`invito Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Adiconsum e Unione consumatori. Alla riunione, che sì è svolta venerdì nella sede di Acqualatina, non sono stati invitati i comitati locali per la difesa dell`acqua pubblica. Era stato invece informato l`assessore regionale alla Tutela dei consumatori Mario Michelangeli.
«La riunione – spiega Alessia Grassi responsabile delle relazioni esterne di Acqualatina – è stata convocata per analizzare le problematiche più comuni riscontrate dai clienti. Nell`incontro abbiamo cercato di individuare soluzioni e procedure per migliorare e snellire i rapporti con l`utenza ivi compresa l`ipotesi di una Camera di conciliazione e arbitrato per la composizione stragiudiziale delle controversie».
Ricordiamo che il contenzioso più grosso si è formato ad Aprilia dove sono state contestate 5.500 bollette. Ma Acqualatina non vuole aprire un capitolo separato per Aprilia, bensì dice di voler affrontare in blocco il contenzioso che si è aperto in tutti i Comuni anche se quello di Aprilia è il più voluminoso. «Non possiamo aprire un canale preferenziale per Aprilia», sottolinea infatti Alessia Grassi.
L`esito dell`incontro, sia pure con tre sole associazioni, ha dato il via libera alla proposta di arbitrato. Adoc, Lega consumatori e Codacons hanno concordato sulla possibilità di arrivare a una conciliazione.
Per cui adesso le tre associazioni si sono impegnate a presentare una proposta. Acqualatina la esaminerà e formulerà a sua volta una sua proposta e si andrà in questo modo alla conciliazione presso la Camera di Commercio.
Gianbattista Trenta di Cittadinanzattiva commenta così la proposta di Acqualatina: «Siamo ben disposti e consapevoli che una tempestiva procedura di conciliazione stragiudiziale eviterebbe inutili perdite di tempo. Ma, al punto in cui si trova l`esasperata situazione e avendo Acqualatina ignorato una prima volta la preventiva fase conciliativa, è nostro dovere coinvolgere la struttura regionale e nazionale del nostro movimento». Per quanto riguarda invece il Comitato per la difesa dell`acqua pubblica di Aprilia la risposta è stata questa: «Se Acqualatina ha voglia di dimostrare che ora vuole dialogare, deve interrompere subito la fatturazione e rimettersi alle decisioni del Consiglio comunale. Solo così sarà credibile agli occhi dei cittadini di Aprilia».





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