20 Giugno 2005

Settimana di «passione» Giovedì i treni e poi gli aerei




GIOVEDÌ a rischio per viaggiare in treno, con l`astensione dal lavoro del personale delle Ferrovie. Poi gli scioperi nel settore dei trasporti proseguiranno soprattutto nel trasporto aereo con lo stop dei piloti di Alitalia domenica 26 giugno e il 15 luglio, dei controllori di volo dell`Enav il 7 luglio, del personale di terra e degli assistenti di volo Alitalia il 18 luglio. La vera giornata difficile della prossima settimana per i viaggiatori sarà comunque quella di venerdì 24 giugno quando incrocerà le braccia il personale delle Ferrovie. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie, Ugl e Orsa hanno infatti confermato lo sciopero di 24 ore che inizierà alle 21 di giovedì 23 e che proseguirà per tutta la giornata di venerdì. La decisione è stata presa dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto. Per chi è in partenza, il fine settimana si concluderà con ulteriori difficoltà, almeno nel traffico aereo. Domenica 26 si fermano infatti per quattro ore i piloti dell`Alitalia, dalle 12.00 alle 16.00. Ci dovrebbe essere una settimana di tregua e poi gli scioperi riprenderanno con lo stop del trasporto aereo di giovedì 7 luglio. Volare sarà quasi impossibile a causa dello sciopero nazionale indetto dal personale dell`Enav dalle 10 alle 18, a cui si aggiungerà anche la protesta della stessa categoria in singoli aeroporti: a Roma-Fiumicino, Brindisi, Milano Malpensa e Padova. Tutti stop di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che si sommano a quello nazionale. Lo stesso giorno infine si fermerà anche il personale delle società di gestione e servizi aeroportuali, per lo sciopero di 8 ore previsto dalle 10 alle 18. Sempre a luglio, si fermeranno ancora il 15 per 8 ore i piloti Alitalia (dalle 10 alle 18), mentre il 18 volare diventerà una vera impresa causa degli stop proclamati dal Sult per gli assistenti di volo dell`Alitalia e per il personale di terra. Entrambe le agitazioni dureranno 24 ore. È UNA levata di scudi quella che i consumatori oppongono all`ipotesi di un aumento delle tariffe ferroviarie. Contro una decisione che sarebbe «scandalosa» per i viaggiatori e per i pendolari, Adusbef e Codacons sono pronte a dare battaglia, disposte cioè a ricorrere immediatamente al Tar. Perchè prima di aumentare il costo dei biglietti, affermano le associazioni, le Ferrovie dovrebbero pensare a migliorare il servizio offerto, in termini di puntualità, ma anche di pulizia e di correttezza nei confronti dei viaggiatori. L`ipotesi (di cui parlava ieri il Sole 24 Ore) è di un aumento del 4,15% a partire dal primo luglio, ma i rincari varierebbero tratta per tratta con punte dell`8% per gli Eurostar. Aumenti già concessi dal Cipe e dai ministeri dell`Economia e delle Infrastrutture per il 2002, ma bloccati dall`allora ministro Tremonti in fase di changeover lira-euro. Un blocco che però, secondo il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, non si è fatto sentire sulle tasche di chi il treno lo prende più spesso come i pendolari. «Sulle tratte regionali – afferma – ci sono stati aumenti anche a 2 cifre. «Siamo pronti – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – a impugnare ogni decisione del genere davanti al Tar».

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