15 Ottobre 2005

Settembre, l`inflazione s`è fermata al 2%

Settembre, l`inflazione s`è fermata al 2%
I sindacati: illusione, il paniere va rivisto

ROMA Prezzi fermi a settembre. Nonostante il caro-petrolio, lo scorso mese l`inflazione è rimasta inchiodata al 2% (variazione nulla su base mensile): gli alimentari ancora una volta hanno frenato le spinte al rialzo di trasporti ed energia, i cui prezzi continuano a scontare le impennate del greggio. A settembre agli aumenti di benzina, gasolio, gas ed acqua si sono sommati anche quelli dei libri scolastici e del capitolo istruzione in generale. Il Governo, tramite il vice ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso, si dichiara soddisfatto: “Siamo fuori dal tunnel“. Ma sindacati e associazioni dei consumatori non credono al quadro tracciato dall`Istat e chiedono una revisione del paniere per renderlo più vicino alla gente. A mantenere stabile l`inflazione sono gli alimentari, pur essendo uno dei sei capitoli che in settembre ha registrato un`accelerazione. La voce prodotti alimentari e bevande alcoliche è infatti salita lo scorso mese dello 0,1% sia su base mensile che annuale, accelerando così rispetto al -0,2% tendenziale di agosto. Si tratta, in ogni, caso di un incremento ben più contenuto rispetto a quello segnato dall`istruzione, salita dell`1,5% su agosto e del 4,1% su settembre 2004 (+3,5% l`incremento tendenziale di agosto), a causa del +2,1% congiunturale e tendenziale segnato dai libri scolastici e del +4,5% dell`istruzione secondaria. Non va meglio agli automobilisti: a fronte di un incremento tendenziale del 4,9% del capitolo trasporti nel suo complesso (+4,6% aumento annuale ad agosto), la benzina è cresciuta su base annua del 12,9%, il gasolio del 21,8% e l`rc auto del 2,4%. Ma anche chi predilige altri mezzi per spostarsi non viene esonerato dai rincari: i trasporti aerei segnano un incremento annuale del 17,5%, quelli marittimi dell`1,6% e gli urbani del 3,1%. Si tratta di aumenti in qualche modo legati al caro petrolio, così come quelli dell`acqua potabile e del gas, in progresso dello 0,3% su mese e del 9,5% su anno, e quelli dei combustibili liquidi in crescita del 3,3% su agosto e del 21,3% su anno. Fra i capitoli di spesa che invece rallentano la propria corsa a settembre figurano le comunicazioni (-4,5% tendenziale e -0,5% congiunturale), l`abbigliamento e i servizi di ristorazione. “L`inflazione è sotto la media Ue: siamo fuori dal tunnel e la finanziaria per lo sviluppo realizzata in questi giorni ci deve permettere di dare ulteriore fiducia alle imprese“, afferma Urso. Dai sindacati, invece, piovono critiche. “C`è un problema di calcolo statistico che di per sé non è sbagliato – afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti – ma è sbagliata la composizione del paniere“. Più dura la Cgil che, con il segretario confederale Marigia Maulucci, afferma: “I prezzi di importanti beni e servizi aumentano in maniera esponenziale e l`inflazione è stabile: o stiamo nel Paese delle meraviglie oppure il crollo dei consumi ha toccato livelli così consistenti da innescare dinamiche deflazionistiche. Il Governo come al solito non ha capito niente – spiega – non si tratta di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, si tratta piuttosto di cercare di infilare qualcosa dentro le tasche stesse“. Insite sulla necessità di rivedere il paniere anche la Cisl, così come l`Intesaconsumatori. Per il segretario confederale Raffaele Bonanni ad alcune voci non è dato il giusto peso, e “se si continua su questa strada vuol dire che c`è un interesse a mantenere le cose così come sono“.

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