22 Luglio 2013

«Settembre», industriali pronti per il salvataggio

«Settembre», industriali pronti per il salvataggio

 

 

Mariamichela Formisano Confindustria Caserta è pronta a salvare il Settembre al Borgo. Ma a una condizione: che si lavori tutti per uno, dove l’ uno è solo il festival storico della città. Ed è intorno ad esso soltanto che sono chiamate a fare il proprio dovere tutte le istituzioni del territorio, scevre da condizionamenti politici di vecchio stampo. Un messaggio chiaro, che il presidente Luciano Morelli lancia alla vigilia di una settimana di lavori e di alta diplomazia che potrebbero fare la differenza per il futuro del festival, «assassinato» da un bando di finanziamento regionale emesso in palese ritardo. Perché non solo si lavorerà per salvare la quarantatreesima edizione del festival, ma si delineeranno ipotesi di consorzio pubblico-privato a supporto permanente del festival così come da anni è stato fatto per il Giffoni e il Ravello festival. «È inammissibile che il nostro festival ogni anno sia messo in discussione da venti politici che cambiano ? dice Morelli ? e che non abbia una solidità strutturale alle spalle che lo esuli da condizionamenti politici e burocratici imponderabili. La longevità, la qualità, il prestigio che il Settembre al Borgo vanta non hanno nulla da invidiare alle altre kermesse che pure hanno saputo proteggere il proprio futuro. È ora che anche il Settembre abbia quello che merita. Noi faremo la nostra parte, che le istituzioni facciano la loro, ossia facciano le istituzioni e non la politica». Sul tavolo di Morelli, la prossima settimana, tutte le ipotesi di salvataggio saranno vagliate e tutti saranno chiamati a partecipare, Comune e Provincia in primis. «Il ripiego Settembre ai Borghi, ipotizzato dal sindaco Del Gaudio, esula dagli intenti che occorre affrontare ? sottolinea Morelli – e la volontà manifesta della Provincia a supporto del festival oggi è fondamentale». Dal canto suo il presidente Domenico Zinzi, oggi custode del marchio affidatogli dal direttore Casimiro Lieto, non si tira indietro, purché la qualità del prodotto sia garantita, fosse anche con uno o due spettacoli soltanto. «Oggi il progetto Settembre al Borgo 2013 – dice Lieto – così come era stato strutturato e proposto al bando regionale De Mita, è morto e sepolto. Ma lavorare a una versione ridottissima del festival, che almeno ne garantisca la continuità e la qualità d’ eccellenza avuta da sempre, è ancora possibile». Lieto, che nelle mani del presidente Zinzi ha affidato il marchio del Settembre, auspica che grazie al presidente Morelli e alla forza conferitagli dalle oltre mille aziende che rappresenta, si riesca a fare per il Settembre quanto già fatto e consolidato da anni per altre manifestazioni storiche campane. E mentre Confindustra si rimbocca le maniche, sul territorio le polemiche non mancano. In primis contro l’ assessore regionale Sommese, che al vaglio dei progetti presentati al bando ha chiamato dipendenti regionali invece che esperti terzi con specifiche competenze. Per questo, anche per voce della deputata Pd Laura Coccia, si è invocato l’ intervento del Codacons affinché supervisioni l’ iter decisionale messo in piedi da Sommese a garanzia di trasparenza e legittimità. Intanto, il segretario cittadino del Pd Mauro Desiderio avanza una proposta: «Attiviamo la fondazione Casa Hirta, per ora scatola vuota, e che comprende Provincia e Camera di Commercio, alla quale deve partecipare anche il Comune. I soldi ci sono, basta che i responsabili degli enti alzino il telefono e finalmente si parlino». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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