Sette vittime del traffico su dieci sono pedoni, ciclisti e motociclisti
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fonte:
- la Repubblica
Si muore per incidente soprattutto di giovedì e di venerdì, di mattina presto e verso sera. E nel 74% dei casi a perdere la vita sono ciclisti, pedoni e motociclisti. I numeri li rivela l´ultimo report dell´Osservatorio delle utenze deboli, centro di ricerca organizzato dall´Associazione Interessi Metropolitani: 58 i morti nel solo comune di Milano, 4 in più rispetto al 2009, tra cui 21 pedoni, 15 motociclisti e 7 ciclisti (erano 3 nel 2009). 167 le persone che nel 2010 hanno perso la vita in tutta la provincia. L´Unione Europea, nel 2001, si era posta l´obiettivo di ridurre del 50% le vittime sulle strade entro il 2010: obiettivo fallito per Milano, arrivata a un risicato 34%. «Una mattanza, troppo poco considerata – lancia l´allarme Antonio Pinna Berchet, presidente dell´Osservatorio – come se ci fosse una sorta di assuefazione agli incidenti stradali. Eppure i referendum hanno indicato che i cittadini sono pronti a fare la loro parte per rivoluzionare il piano del traffico. Ora ci vuole la volontà politica». L´assessore al traffico Pierfrancesco Maran spera in «una congestion charge che possa dissuadere davvero molti dal prendere l´auto», ma gli incidenti avvengono soprattutto sulle fasce più esterne della città dove la congestion non è prevista. Per Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons, «il Comune dovrebbe installare le 24 postazioni autovelox fisse che già la prefettura aveva autorizzato nel 2003, ma che non hanno mai fatto la loro comparsa». Automobilisti troppo veloci, dunque, o troppo lenti come paradossalmente obietta Pinna Berchet: «Se le auto invece che agli attuali 11km/h di media, riuscissero ad andare a 20km/h il traffico ne guadagnerebbe in fluidità e ci sarebbero meno comportamenti nevrotici tra chi è alla guida». Guida male chi è al volante dell´auto, ma anche chi è in sella a moto e bici fa del suo, visto che il 45% dei ciclisti a Milano si procura l´incidente da solo o quasi; manto stradale sconnesso, rotaie, pavé ma anche strade piene di ostacoli, prime fra tutte le auto parcheggiate male che ostruiscono la visibilità e portano ad azioni inconsulte. Milano è una città sempre più anziana e questo complica le cose: tra i pedoni morti nel 2010, la metà aveva più di 65 anni e nel 25% dei casi si trovava a incroci dotati di semaforo o controllati dai vigili. «Pedoni e ciclisti non hanno aree dedicate – lamenta Pinna Berchet – devono mescolarsi alla disordinata giungla di auto che, teniamone conto, sono sempre più voluminose e letali».
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