27 Febbraio 2002

Sette scuole su dieci pericolose per gli studenti

L?indagine del Codacons
Sette scuole su dieci pericolose per gli studenti


IL 70% DEGLI istituti scolastici «non è sicuro e dovrebbe chiudere». Lo afferma il Codacons, che ha lanciato un`iniziativa invitando genitori e docenti a compilare un questionario denunciando le carenze delle infrastrutture scolastiche. L`associazione lancia dunque l`allarme: «complessivamente, sette scuole su dieci non sono sicure e rappresentano un potenziale rischio per la salute degli alunni».
I punti deboli, rileva il Codacons, sono la «mancanza del piano delle emergenze, delle squadre e di un responsabile; di un sistema organizzato delle vie di fuga e della segnaletica; la mancanza di illuminazione di emergenza; porte che si aprono in senso contrario a quello delle vie di fuga; controlli Asl mancanti; sale medicazione e cassette pronto soccorso non a norma».
E l`elenco delle carenze prosegue con la «manutenzione irregolare degli impianti termici, vetri e vetrate non antischeggia, impianti elettrici e parafulmini non a norma e sprovvisti di certificazione».

L`associazione di consumatori ricorda, inoltre, come una recente indagine dell`Inail abbia evidenziato che, se nel 1997 gli infortuni denunciati che hanno visto coinvolti gli studenti sono stati 56.000, nel 1999 si sono quasi raggiunti gli 80.000 casi. Per queste ragioni, il Codacons ha predisposto un questionario da compilare e spedire ai dirigenti scolastici e alla sede di Bari dell`organizzazione, al fine di richiamare l`attenzione sulle scarse condizioni di sicurezza degli istituti. Il modello del questionario, ha reso noto l`associazione, è disponibile sul sito www.codacons.it.

Nelle scuole, infatti, il servizio protezione e prevenzione viene affidato ad insegnanti che magari hanno solo il diploma magistrale e che di tecnica non ne capiscono niente. I tre punti contestati sono: a) non aver obbligato il datore di lavoro a valutare i rischi per la salute e sicurezza esistenti sul lavoro; b)che ha utilizzato la parola «può» anziché «deve» rivolegersi a servizi esterni di protezione e prevenzione quando le competenze interne all?azienda sono insufficienti; c)non aver definito capacità e attitudini di cui devono essere in possesso le persone responsabili.

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