Sette ore davanti alle vetrine per i saldi
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fonte:
- La Stampa
La grande occasione Per chi vende e per chi compra: basterà a ribaltare il flop della stagione regolare? Confcommercio Ipotizza una spesa di 248 euro a famiglia, Federconsumatori immagina invece più o meno la metà Anche quest’ anno ai primi di luglio si compie il grande rito dei saldi Da oggi, saldi caldi. Anzi caldissimi. Non per le temperature tropicali, ma perché siamo nell’ Era dell’ Imu, alla soglia della spending review e se tutti tagliano, sarà saggio andar per borsette, bermuda e costumi ultima moda? Domanda retorica, perché nonostante gli outlet, le vendite promozionali, gli sconti permanenti online, c’ è un clima da «un-due-tre via». Nessuno ha comprato niente, perciò liberi tutti. Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti vede le prossime settimane come «una grande occasione», sia per chi vende sia per chi compra. Taglie, colori, qualità, firme: impossibile non farsi tentare. E allora, benvenuti nel mondo delle occasioni irripetibili. In giro per negozi lasceremo 3,7 miliardi di euro, il 12% del fatturato annuo, prevede Confcommercio, percorreremo almeno 15 chilometri, sostiene «Found!», agenzia di multimarketing communication che ha sentito l’ opinione di 120 esperti di acquisto: sociologi, personal shopper, direttori di negozi e gli immancabili psicologi. Investiremo sette ore del nostro tempo, guarderemo una media di 60 vetrine a testa, entreremo in 16 negozi. Le donne ci metteranno anche un’ ora a scegliere, e litigheranno con i fidanzati-mariti, gli uomini invece impiegheranno metà tempo, al massimo 30 minuti, conquistando il curioso record di uscire dalla boutique, dal centro commerciale, da dovunque, con una cosa diversa da quella per cui erano entrati (lo fa il 42%). Come al solito qualcuno andrà dritto all’ obiettivo, rendendo dubbie le statistiche, altri si sfiniranno nella maratona alla ricerca di una taglia, di un colore, di un’ idea, di un sogno. Il tasso di stress è in ogni caso elevatissimo. Il 41% soffre di indecisione e di ansia, il 15% si sente obbligato a non perdere le occasioni, ma farebbe a mano del rito collettivo. Soltanto il 21% riesce a mettere da parte i problemi e a sentirsi felice perché ha portato a casa un piccolo oggetto del desiderio. Alla cerimonia dell’ acquisto scontato, del «vorrei, e ora posso», parteciperà quest’ anno il 45% degli italiani, un po’ meno che nel 2010-2011. C’ è chi guarderà soltanto le vetrine. Sulle cifre, come al solito, ci sono i moderatamente ottimisti e i pessimisti. Confcommercio immagina una spesa di 248 euro a famiglia, una boccata d’ ossigeno per una stagione fiacca, Federconsumatori la butta giù a 127. Codacons prevede un flop: flessione del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30 in alcune città. E, causa Imu, valuta Carlo Rienzi, presidente del Codacons, la disponibilità scende a 80 euro a testa. Poi c’ è chi dice 103, chi spera 110, e in questo rincorrersi di spiccioli che diventano sempre più importanti, si consuma la deliziosa illusione di mettere nella valigia delle vacanze qualcosadi speciale. Un costume in saldo è già come essere al mare. Proprio perché il budget si è ristretto,è vietato sbagliare. Si parte armati di buona volontà e kit apposito, come in missione: bottiglietta d’ acqua, salviettine rinfrescanti, taccuino e matita per i no-tecno, macchine fotografiche o smartphone per gli evoluti e i nativi digitali. Catalogare le possibilità aiuta a fare la scelta giusta, e infatti sei saldisti su 10 si sono organizzati in questo modo. Liste fotografiche ed elenchi di prezzi, corretti e aggiornati on the road. E soprattutto, non da soli. A Milano, le ex spendaccione, l’ hanno costituito vere e proprie Brigate Saldi. che lavorano da giorni per individuare le firme più interessanti. Le ragazze di Yes Fashion, club che raccoglie le ultime, irriducibili fan dell’«I love shopping» si sono divise in gruppi di tre. Ogni brigatina si concentra su una categoria: scarpe e borse, costumi da bagno, bambini, catene low cost, regali per mariti e fidanzati. Si comunica via sms, si mandano le foto delle «prede». Dopo le prime quattro ore, riunione al bar per decidere. Buona caccia a tutti. shopping break, serve a riordinare le idee e a migliorare la concentrazione. Va bene un bar, una gelateria, una panchina all’ ombra. Così potete farvi la domanda: che cosa mi serve davvero? Ma nel rispondere è meglio barare un po’. 4. Leggete il cartellino. Prezzo e sconto devono essere indicati chiaramente, e vale la pena fare un piccolo controllo senza fermarsi al primo negozio, anche se «quel» vestito, sembra irresistibile. 5. Non comprate senza provare. Si sa, la prova è a discrezione del negoziante, ma non tutti hanno l’ esatta percezione della propria taglia. L’ acquisto aspirazionale è pericolosissimo. Una 42 presa a scatola chiusa può essere fonte di depressione. Le scarpe troppo strette sono da masochista, non da sbadati. 6. Non sottovalutate gli aspetti pratici. Si può pagare con la carta di credito, ma spesso diventa difficile cambiare colore o modello, se poi vi siete pentiti. Dovete conservare lo scontrino (non si sa mai) e controllare eventuali difetti. Se ne trovate uno, avete due mesi di tempo per farvi rimborsare. 7. Se avete preso un’ assoluta fregatura (il saldo non era un saldo, la giacca era bucata, scucita, macchiata o varie infelici possibilità) ma il negoziante resiste, rivolgetevi all’ Adiconsum. O, meglio ancora, alla polizia municipale. 3,7 miliardi di euro È quanto spenderemo nel complesso quest’ anno per i saldi estivi 15 chilometri Sono quelli che verranno mediamente percorsi alla ricerca delle offerte migliori VIETATO SBAGLIARE Molti si sono organizzati da giorni: ci si muoverà in piccoli gruppi LA STATISTICA Uno su cinque riuscirà a portarsi a casa l’ oggetto del desiderio 16 negozi Sono quelli in cui si entrerà per dare la caccia alle occasioni imperdibili 60 vetrine Sono quelle che in media verranno osservate con particolare attenzione.
roselina salemi roma [r. sal.]
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