12 Marzo 2013

Sette milioni di italiani in difficoltà L’ Ocse: «Allentate l’ austerità»

Sette milioni di italiani in difficoltà L’ Ocse: «Allentate l’ austerità» 

                              

Achille Perego MILANO IL 2012 è stato un anno nero e il nuovo anno è iniziato ancora peggio portandosi in dote una crescita negativa già acquisita dell’ 1%. Quasi sette milioni di italiani sono in difficoltà, cresce la disuguaglianza (il rapporto tra il 20% posseduto dai più ricchi e il 20% dei più poveri è salito dal 5,2 al 5,6%) e il potere d’ acquisto delle famiglie in crisi (2007-2011) è crollato del 5%. MA SE dall’ Istat e dal Cnel (che insieme hanno realizzato il rapporto sul Benessere equo e sostenibile, Bes) sono arrivati ieri nuovi dati allarmanti, si è aperta anche una piccola speranza di ripresa. Perché non è solo il ministro dell’ Economia, Vittorio Grilli a intravedere un’ inversione di tendenza da metà 2013, ma anche l’ Ocse conferma che la crescita sta per ripartire in Europa mentre in Italia e Francia non dovrebbe esserci un «ulteriore deterioramento» della situazione economica. Ma «rallentare piuttosto che accelerare sull’ austerity» è il monito di Pier Carlo Padoan, capo economista dell’ Organizzazione di Parigi. Secondo il superindice Ocse, a gennaio l’ Eurozona ha mostrato una ripresa (trainata dalla Germania) dello 0,16% mensile dopo lo 0,13% di dicembre sebbene sia molto inferiore a quella americana (0,53% su base annua). Tornano in positivo Italia (+0,11% su dicembre) e Francia (+0,05%). In attesa della ripresa, siamo in crisi profonda. L’ Istat conferma che l’ anno scorso il Pil è calato del 2,4%. «Sappiamo ?? spiega Grilli ? che è una congiuntura difficile», ma «mi sembra che tutti convergano sul fatto che la seconda metà dell’ anno sia in positivo, anche se bisogna vedere con che forza si invertirà la tendenza». UN PESO l’ avrà senza dubbio l’ incertezza politica che ha spinto Fitch venerdì a declassare il nostro rating a BBB+. Il caos elettorale preoccupa anche il presidente Istat, Enrico Giovannini, che alla domanda se l’ incertezza sta ritardando la ripresa, risponde: «Già lo sta facendo». Quindi «la fiducia e il superamento dell’ incertezza sono elementi chiavi per la crescita». Una crescita che per ora rimane un miraggio. Nel quarto trimestre 2012 il tasso di posti vacanti nell’ industria è sceso allo 0,3% (peggiore dal 2004).Con 3 milioni di disoccupati e 2,5 di precari, sta aumentando la povertà. Oltre 6,7 milioni sono in gravi difficoltà (l’ indicatore della grave deprivazione è salito dal 6,9% all’ 11,1% da inizio crisi) e, avverte il Codacons, il 38,5% degli italiani non può permettersi di sostenere una spesa imprevista tipo dentista e il 46,6% una settimana di ferie. Tra gli under 30 uno su quattro né studia, né lavora. Il 6,5% delle famiglie è indebitato, abbiamo poco fiducia nelle istituzioni: 2 in pagella ai partiti.                              

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