6 Aprile 2016

Sessant’ anni da “incompiuta”Va giù l’ ecomostro di Sapri

Sessant’ anni da “incompiuta”Va giù l’ ecomostro di Sapri

   

Venerdì 8 aprile sarà un giorno storico per Sapri e tutto il golfo di Policastro: dopo un’ attesa durata decenni, prendono il via, infatti, i lavori per l’ abbattimento del cementificio, l’ imponente opera concepita nell’ immediato dopoguerra e rimasta incompleta a far brutta mostra di sé, in località Pali, a ridosso della strada statale 18. Committente dei lavori la società Club Tirrenico, proprietaria dell’ area. I lavori, si legge su InfoCilento Notizie, termineranno entro duecento giorni, pertanto potrebbero concludersi già entro la fine del 2016. Inizialmente la giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Del Medico decise per l’ esecuzione dell’ abbattimento in danno, anticipando le spese di demolizione e smaltimento dei rifiuti speciali (circa 400mila euro), con la proprietà tenuta a presentare polizza fideiussoria a garanzia del recupero delle spese sostenute dalla stessa giunta. Poi il Club Tirrenico ha deciso di agire direttamente con l’ abbattimento della struttura. Il dossier del Codacons Per un ecomostro che va finalmente giù, resistono purtroppo a sud di Salerno altre opere abusive di forte impatto, vere e proprie colate di cemento che stridono con la salvaguardia ambientale. È il Codacons di Salerno a denunciare la presenza, sul territorio cilentano patrimonio dell’ Unesco, di quattro strutture volute e realizzate dal Parco Nazionale del Cilento: il Centro Lontra di Aquara, l’ Osservatorio e Museo del fiume di Aquara, l’ Osservatorio della fauna migratoria a Centola- Palinuro e l’ ecomostro dell’ Aresta a Petina. «L’ incuria – denuncia nel suo dossier il Codacons – ha raggiunto punte di tale gravità che, insieme alle inerzie delle istituzioni e degli organi deputati all’ attività di controllo, fa sorgere il quesito: quello del Cilento e Vallo di Diano , è degno di essere chiamato Parco naturale?

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