3 Agosto 2016

Servizio trasporto per rendere sicuri i fan di Pokémon Go

Servizio trasporto per rendere sicuri i fan di Pokémon Go

APERUGIA- Un pulmino da nove posti per accompagnare i cacciatori di Pokémon alla mèta. Un modo per far giocare in sicurezza sia i più piccoli sia gli adulti che non vogliono subire la tentazione di distrarsi alla guida o anche solo camminando. Da due giorni il “Pokébus” è realtà a Perugia. “In esclusiva italiana, se non mondiale”, dicono gli inventori. Sono Edoardo Mocellin e Daniele Benvenuti, rispettivamente 20 e 30 anni, fino a pochi giorni fa disoccupati. Si sono creati il lavoro quando si è accesa la classica lampadina: quella che ti fa annusare dove va il mondo e ti spinge a cavalcare l’ onda. E stavolta l’ onda è quella generata da “Pokémon go”, la trovata che sta facendo gongolare Nintendo perché con l’ app lanciata a luglio è diventato “il più grande videogioco mobile della storia degli Stati Uniti con circa 21 milioni di utenti attivi al giorno”. Per chi ancora non lo sapesse, è basato su realtà aumentata geolocalizzata con Gps e lo scopo è inseguire e catturare i Pokémon, mostriciattoli immaginari proiettati nel mondo reale, dal proprio quartiere alla strada che si percorre. Anche in Italia la mania della caccia ai mostriciattoli virtuali impazza. E il contagio non conosce limiti di età: per decidere di partecipare basta possedere uno smartphone o un tablet. Significa che si comincia presto, anche alle elementari. Gli effetti collaterali si notano eccome. Tralasciando i dubbi sulla tutela della privacy che il videogioco ha sollevato, numerose sono state le prese di posizione dal punto di vista della sicurezza. Il Codacons ha denunciato l’ aumento di incidenti dovuti alla distrazione anche per i semplici pedoni, presentando un esposto alla Procura di Roma e chiedendo al ministero dei Trasporti opportune misure. Anche l’ Asaps si è mossa. E qui entrano in gioco Benvenuti e Mocellin. “Anche a Perugia abbiamo visto che la situazione sta sfuggendo di mano perché il gioco è mentalmente assorbente. Un giorno- raccontano- abbiamo assistito aun incidente e quando dall’ auto sono usciti dei ragazzi col cellulare in mano abbiamo fatto due più due”. Hanno visto pure “fare retromarcia in superstrada per andare in una piazzola dove c’ era un Poké mon e un uomo caduto in un fosso al percorso verde per lo stesso motivo”. “Così è nata la nostra idea: ‘salvare’ i componenti della nuova generazione, e non solo, perché non è bene che si aggirino come zombie”. Idea che è diventata anche un marchio registrato presso la Camera di commercio. Perché “se c’ è chi chiede di proibire il gioco, noi pensiamo che la risposta a un problema non sia la proibizione, ma trovare una soluzione”. Così hanno investito i risparmi in un pulmino, ribattezzato Pokébus, a disposizione h24 e sette giorni su sette su prenotazione per chiunque voglia giocare in modo sicuro sia in gruppo sia in modo indivi duale (nel primo caso le tariffe sono più basse). Appena creata la pagina facebook per lanciare il servizio, la voce si è sparsa nel giro di poche ore. “Ci hanno chiamato in tanti, anche alle 4 di notte”. Sì, perché i “cacciatori seri” non dormono se c’ è in ballo un Pokémon raro (come Mewtwo che, stando ad alcuni appassionati, si troverebbe alle Grotte dei Frasassi). A fare da autista è Daniele, che, come Edoardo, avendo alle spalle esperienze professionali non galvanizzanti ora dice: “Abbiamo sempre lavorato per terzi, ma la soddisfazione più grande è cercare di avere successo in proprio. Speriamo di riuscirci”. B.
alessandra borghi

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