21 Agosto 2005

Servizi scadenti: un soggiorno da incubo per la famiglia

Servizi scadenti: un soggiorno da incubo per la famiglia
Al ritorno gli sfortunati turisti hanno scritto all`agenzia, al tour operator e al Codacons Vacanza da sogno a Jerba.

Una vacanza in Tunisia, il sogno di un meritato riposo dopo un anno di lavoro, un catalogo di viaggi non proprio veritiero e un villaggio a Jerba con tante, forse troppe, pecche. Questi gli ingredienti di una storia tipicamente estiva, che vede protagonista una famiglia di Olgiate Comasco, rimasta segnata da una vacanza diversa da quella che si aspettava. A raccontare la vicenda, che ora è finita anche sul tavolo del responsabile provinciale del Codacons Mauro Antonelli, è lo stesso protagonista: “Dovevano essere due settimane di totale relax in un bellissimo villaggio della Tunisia, dice Armando Sciascia, marito e padre di due figli piccoli, ma invece ci attendeva un`amara sorpresa“. Il viaggio, previsto dal 25 luglio all`8 agosto, era stato regolarmente prenotato e pagato ben 3.650 euro – nel mese di aprile in un`agenzia di Olgiate, che si è appoggiata per questo tipo di soggiorno ad un tour operator specializzato proprio per Jerba, località quest`anno molto gettonata soprattutto dopo gli attentati terroristici di Sharm. Ma già le prime avvisaglie non sono state buone: “Il nostro volo – racconta ancora lo sfortunato comasco – è partito con sette ore di ritardo per un guasto a un carrello. Siamo così arrivati al villaggio di sera, e lì sono iniziati i primi problemi: noi avevamo prenotato una camera con balcone e invece ci siamo sentiti dire che non era più disponibile“. Una piccola mancia al responsabile della reception e tutto si è aggiustato. Ma il bello doveva ancora venire: “Una volta scesi in spiaggia – continua Sciascia – ci siamo accorti che non era per niente curata. C`erano sassi e pezzi di vetro ovunque. E poi abbiamo scoperto anche il motivo: quella zona era stata, fino a qualche anno prima, una specie di discarica per i materiali edili. E il mare purtroppo non era tanto meglio: di colore nero e con il fondo costellato di enormi sassi con i quali era facile farsi male. Io ho due bambini di tre e di cinque anni: troppo pericoloso“. Il catalogo mostrava un mare cristallino e una spiaggia di sabbia bianca e finissima, ma la realtà era ben altra. Fortunatamente in questi villaggi non manca mai la piscina: “Abbiamo passato due settimane al bordo della piscina, dove però non c`era nemmeno un po` di ombra, necessaria quando la temperatura media si aggira intorno ai 45 gradi. Anche i giochi dei bambini erano sotto la canicola. Ma abbiamo sopportato anche questo“. Il catalogo poi parlava di cucina italiana, ma – a parte gli spaghetti con la salsa e una specie di pizza – delle nostre specialità nemmeno l`ombra: “Durante i pasti dovevamo andare noi stessi, con dei bicchieri di carta, a prenderci da bere, e il bar che serviva le bevande di giorno chiudeva alle 17.30. Una vergogna, tanto più che in spiaggia c`era un altro piccolo ristorante che però è rimasto chiuso per tutto il tempo“. Anche per quanto riguarda le camere il servizio non era poi tanto da quattro stelle: “L`aria condizionata c`era, ma la pulizia era appena sufficiente. Insomma una vacanza rovinata per colpa di un catalogo poco veritiero e di un`agenzia viaggi che evidentemente non ha fatto i dovuti controlli al villaggio“. Appena tornati a casa, la famiglia ha scritto a chi di dovere: “Ho mandato un avviso alla nostra agenzia, al tour operator e al Codacons, che ora ha in mano la nostra pratica. Così speriamo almeno di tutelare chi verrà dopo di noi“.

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