5 Aprile 2007

Servito in tavola un menù da 24 milioni

Corsa alla spesa per il tradizionale pasto di domenica prossima
Servito in tavola un menù da 24 milioni
Mangiare a casa costa 25 euro a testa, ma 70 mila famiglie andranno al ristorante A confronto i prezzi per le colombe e le uova di cioccolato

Agnelli, colombe, uova di cioccolato. Il classico pranzo di Pasqua costerà ai veneziani 24 milioni di euro. Sono questi, secondo i calcoli della Confesercenti, i soldi che verranno “investiti“ in provincia per imbastire l`abbuffata di domenica prossima. Una abbuffata che la maggior parte della famiglie (circa 240 mila) consumerà fra le mura domestiche. Per una spesa complessiva di poco inferiore ai 15 milioni di euro. Altre 70 mila, invece, pranzeranno in uno dei tanti locali della zona. Carne o pesce, è indifferente. In questo caso, gli euro messi in campo sono 8 milioni e mezzo. Pochi gli aumenti registrati rispetto allo scorso anno. Per Codacons, la Pasqua al ristorante verrà il 5 per cento in più del 2006. L`uovo il 2 per cento. E cresce del 6 per cento anche il prezzo della colomba. In questo caso, le differenze di costo fra prodotto artigianale e industriale sono enormi. Ma anche fra le stesse pasticcerie del territorio, esistono divari notevoli. A Mestre, una colomba da chilo costa minimo 18 euro, massimo 24. In centro storico, dai 15 euro ai 18. In Provincia, invece, il prezzo medio oscilla fra i 10 e i 14 euro. Pure per le uova artigianali la spesa può cambiare in modo marcato. Si va dai 35 euro al chilo di Jesolo, ai 75 euro di Pettenò, la pasticceria mestrina specialista in cioccolato. E la sorpresa? Molto spesso viene portata dal cliente stesso. E i regali, rivelano gli artigiani, possono essere i più svariati. Dalle scarpe per il bambino, alle chiavi dell`auto. Il pranzo di Pasqua. Secondo la Confesercenti veneziana, per il pranzo a casa si spenderanno in media 25 euro a persona. E il 70 per cento della famiglie lagunari (circa 240 mila), sceglieranno proprio questa opzione, che di sicuro si rivela meno dispendiosa del ristorante. Così, per l`abbuffata pasquale fra le mura domestiche, in provincia si spenderanno 15 milioni di euro. Comprese uova e colombe. Chi decide invece di mangiare fuori, dovrà fare i conti con il proprio portafoglio. Lo scontrino può variare, a seconda del menù. Se è a base di pesce, il prezzo lievita e si può spendere una media di 70 euro pro capite. Per la carne, invece, si può scendere sotto i 50 euro. In ogni caso, la Confesercenti calcola siano circa 8 milioni e mezzo gli euro che verranno spesi domenica nei vari locali del territorio. Poco meno di 70 mila le famiglie coinvolte. Gli aumenti. Pochi e non rilevanti sono i rincari subiti quest`anno dai classici prodotti pasquali. “Costerà di più soprattutto la colomba pasquale – dicono dalla Codacons -. Quella industriale verrà circa 4 euro e 80 al chilo, con un incremento del 6 per cento sul 2006. Le uova di marca registrano un aumento minimo: il 2 per cento. Per le uova non di marca, invece, si spenderà il 5 per cento in più. In genere, però, stiamo parlando di prodotti aumentati al massimo di 20 centesimi“. A questo punto, l`unico rincaro preoccupante è quello della benzina. A lanciare il grido d`allarme è il mestrino Carlo Garofolini dell`Adico. “Per l`ennesima volta, alla vigilia di un ponte, è scattato il ritocco all`insù della pompa di benzina – denuncia -. In questo modo, si va a colpire chi si appresta a fare la gita di Pasqua o di pasquetta“. Colombe e uova. Nel nostro territorio, come rivela l`indagine pubblicata dal mensile Quirisparmio (giornale gratuito a servizio dei consumatori), la colomba classica industriale può costare anche 5 volte in meno rispetto a quella artigianale. Nella grande distribuzione mestrina, si va da un minimo di 4 euro e 25 al chilo (Baiocco), a un massimo di 9 euro a 40 (Tremarie). Ben diverso il prezzo nelle pasticcerie. A Mestre, infatti, il costo può oscillare dai 18 euro di Ceccon, Rosa Salva e Leandri, ai 20 euro di Pettenò. Fino ai 24 euro della colomba di Zanin, che ha vinto due anni fa il primo premio di degustazione al buio. “La differenza fra i nostri prodotti e quelli industriali è immensa – rivela proprio Andrea Zanin, titolare dell`omonima pasticceria -. Basti pensare che le colombe vendute negli iper e nei supermercati sono già pronte a gennaio. Figuriamoci quanti conservanti contengono“. Invece, “il nostro è un dolce a lievitazione naturale, che ha tutti ingredienti di qualità“. Per quanto riguarda le uova, il prezzo del prodotto industriale supera spesso quello dell`artigianale. Complici, quasi sempre, le sorprese. Infatti, come rivelano alcuni pasticceri veneziani, “molto spesso sono i nostri clienti a procurare il regalo da mettere nell`uovo. Qualcuno ha inserito un paio di scarpe da bambino, qualcuno una maglietta, un paio di occhiali. E c`è anche chi ha lasciato sorprese ancor più gradite: come le chiavi della macchina nuova“. I commenti. Anche se le famiglie veneziane spenderanno quasi 24 milioni di euro per festeggiare la Pasqua, le difficoltà economiche colpiscono ancora il bilancio di fine mese. “I cittadini non rinunciano alla festa – dice l`avvocato Franco Conte responsabile di Codacons -. Ma in tanti non possono permettersi il lusso di andare in giro, a ristoranti, oppure in vacanza qualche giorno. Perché il problema della quarta settimana del mese esiste ancora. Ed è pressante. A questo punto, si può fare una battuta: passeranno una bella Pasqua solo quelli che hanno un ottimo rapporto con il fisco“. Carlo Garofolini chiede alle famiglie di “fare attenzione quando si va a mangiare fuori. Poiché uno stesso menù, domenica, può costare anche il 20 per cento in più rispetto agli altri giorni“. Valter Rigobon di Adiconsum non ha dubbi: “anche se non consistenti, anche quest`anno i rincari ci sono stati. A un livello superiore rispetto all`inflazione“. Intanto, “continuiamo a contestare le rilevazioni dell`Istat“.

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