Servitù coattiva per gli elettrodotti
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fonte:
- La Nuova Venezia
Servitù coattiva per gli elettrodotti
MESTRE. Il fronte del sì all`abrogazione della servitù coattiva per l`installazione di nuovi elettrodotti (in vigore dal 1933 e ampliata col decreto Gasparri anche alla telefonia) raccoglie ambientalisti, associazioni dei consumatori e partiti come Verdi e Rifondazione. Defilati i gestori delle reti elettriche, solo i radicali rappresentano il no. E a Venezia la battaglia contro il passaggio incondizionato delle linee nei terreni privati si è trasformata in una offensiva al dilagare dell`elettrosmog. Nella nostra provincia, si contavano un paio d`anni fa 80 km quadrati di aree vietate alla residenza per la presenza di tralicci. Venti i siti sensibili (scuole e parchi pubblici) in provincia, quattro solo a Mestre. Chi ha la sfortuna di vivere a fianco di un elettrodotto fatica a vendere la propria abitazione che perde anche il 50% del valore originario. «Una vittoria del si al referendum comporterebbe – spiega l`ecologista Michele Boato, Codacons – effetti anche sulle antenne per le quali è stata introdotta la servitù coattiva. Ci vorrà del tempo a far passare questa tesi ma per noi così». E la mobilitazione ambientalista riguarda anche la prossima costruzione dell`elettrodotto Lienz-Cordignano che passerà per Marghera e si collegherà a Fusina. Secondo i Radicali invece «la campagna referendaria non indica alcuna soluzione concreta ma tende a creare allarme in modo sproporzionato».
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