7 Agosto 2005

Serve una revisione straordinaria dei charter

“Non sarà mica un charter?“. Prima il dubbio, poi la certezza. L`Atr precipitato ieri a Palermo era un volo charter. Tanto basta per far riesplodere la polemica sulla sicurezza dei voli delle vacanze. In piena estate. Da un parte il ricordo del grande incidente di Sharm el Sheikh che ha dato il via alla grande paura (3 gennaio 2004, 148 persone morte a bordo di un volo Egypt Air), e dall`altra gli otto milioni e mezzo di italiani che ogni anno salgono su un charter e chiedono controlli più severi. Per loro da un anno è disponibile una “lista bianca“ dove l`Enac ha inserito i voli “sicuri“. Ma la misura sembra non bastare. L`associazione dei consumatori Codacons ieri ha ribadito: “Serve una revisione straordinaria di tutti i velivoli charter operanti sul territorio italiano“. Quanto ai controlli, ci sono. Sui voli charter come sui voli di linea. “Vengono effettuati a campione in tutti i 44 Paesi che fanno parte dell`Ecac, l`agenzia multinazionale dell`aviazione civile“, spiegano all`Enac. “A luglio, oltre alle verifiche sugli aerei interni, abbiamo controllato più di 100 velivoli“. Si chiamano controlli di rampa. “Si vanno a vedere le condizioni generali del volo. Certo, non si smontano i motori o le ali, ma si verificano ad esempio sul quaderno di bordo se ci sono le firme di attestazione di avvenuto controllo. Se mancano, l`aereo resta a terra e l`esercente ammonito“. I controlli vengono effettuati seguendo una specifica check-list. Continuano dall`Enac: “Si parte dal conteggio dei salvagenti e delle vie luminose, fino ad arrivare all`ispezione di carrelli e turbine“. E se qualcosa non funziona? “Se l`anomalia non pregiudica la sicurezza del volo (un salvagente è scaduto), scatta la diffida al vettore. Ma se l`anomalia è grave (non è stato effettuato un controllo di manutenzione) la macchina viene bloccata e posta in manutenzione“. Come è successo a gennaio a Napoli a un aereo di una compagnia ucraina. Ma nel caso dei charter, sotto accusa sono però anche i tempi “veloci“ di controllo tra un volo e l`altro. Come nel caso dell`Atr 72 che ieri è rimasto fermo a Bari solo 15 minuti prima del decollo. “Rispettando i tempi previsti per queste operazioni – spiegano dall`Enac -. Il ground time è di 15-20 minuti a seconda del tipo di aeromobile. Ogni giorno viene effettuato un controllo più approfondito, gli altri sono poi più veloci“.

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