30 Aprile 2017

«Serve un serio piano industriale»

«Serve un serio piano industriale»
secondo le associazioni dei consumatori bisogna tranquillizzare la clientela

ROMA – «Definire un serio piano industriale e tranquillizzare la clientela» sono «atti fondamentali per non perdere un assetto industriale con migliaia di lavoratori e di utenti». A chiederlo sono Federconsumatori e Adusbef. «Liquidare la vicenda Alitalia come ‘abbiamo già datò non solo definisce una forte insensibilità sociale dato che siamo di fronte ad una grande impresa che occupa migliaia di lavoratori tra occupati diretti ed indiretti ma anche cecità economica per le ricadute finanziarie che il fallimento, o la svendita anche spezzettando l’ impresa, comporterebbe» affermano i presidente delle due associazioni dei consumatori, Rosario Trefiletti e Elio Lannutti. Trefiletti e Lannutti sottolineano inoltre di «non dimenticare gli effetti che simili disastrose conseguenze avrebbero su un settore delicatissimo quale quello del nostro turismo». «Si tratta quindi -indicano- di operare al meglio perché la fase di commissaria mento sia utile e proficua per ricercare soluzioni di risanamento attraverso seri piani industriali basati su accordi con altri gestori che non escludano la vendita, ma non la svendita, sulla modifica di rotte e su nuove e più convincenti politiche tariffarie». «Risanare significa insomma non desistere dal re cuperare ruoli e funzioni ad una impresa che è già costata alla collettività oltre 7 miliardi e che quindi si deve far di tutto perché quelle risorse non vadano perse definitivamente» aggiungono ancora. Inoltre, chiudono Trefiletti e Lannutti- ribadiamo come sia necessario che gli utenti che hanno o vorrebbero optare per Alitalia siano tranquillizzati, che comunque ed in ogni caso eventuali biglietti e prenotazioni saranno rimborsati o riprotetti con assoluta certezza, al fine di evitare fughe della clientela, che determinerebbero il sicuro fallimento di Alitalia». Intanto ieri il Codacons ha denunciato che «La crisi di Alitalia è costata finora agli italiani la bellezza di 308 euro a famiglia» , e ricorda come la collettività abbia dovuto «più volte farsi carico della gestione catastrofica della compagnia di bandiera, con un conto salito a 7,4 miliardi di euro per la collettività». «Ogni singola famiglia italiana ha sostenuto la crisi di Alitalia sborsando negli ultimi anni 308 euro, per ritrovarsi oggi una compagnia aerea prossima al fallimento – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo non accetteremo ulteriori salvataggi con i soldi dei contribuenti, e siamo pronti a denunciare il Governo alla Corte dei Conti e alle autorità europee se interverrà con risorse pubbliche sul caso Alitalia».

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