17 Giugno 2019

«Serve promuovere la cultura della guida »

codice della strada, il presidente del codacons marco maria donzelli parla della riforma «nelle scuole, a cominciare dalle elementari, si attuino corsi di educazione stradale e civica»
La riforma del Codice della Strada, tra luci ed ombre. L’ avvocato Marco Maria Donzelli, presidente nazionale del Codacons, entra nel merito della questione, scoprendo alcuni aspetti tutt’ altro che marginali, delle principali proposte di modifica. Il Mezzogiorno è una delle aree del paese in cui le norme che regolano l’ uso del cellulare alla guida, del casco e delle cinture, vengono rispettate meno. In che modo si potrebbero convincere gli automobilisti ed i motociclisti ad adeguarsi alle prescrizioni normative? «L’ unica cosa da fare è quella di promuovere una cultura della guida sicura. Bisogna necessariamente introdurre nelle scuole già a partire dalle elementari, e poi a seguire nelle scuole medie, nei licei ecc. obbligatoriamente corsi di educazione stradale e civica. I corsi devono assolutamente porre l’ accento su quelle che sono le conseguenze tragiche e drammatiche degli incidenti stradali, non solo i danni diretti, morti e feriti, ma anche i danni collaterali; famiglie distrutte ecc. Solamente così, educando le persone fin da piccole, si potrà pensare di cambiare qualcosa. Ovviamente, è importante che anche i controlli della polizia stradale siano numerosi e costanti sul territorio, ma questo deve essere solo un’ ultima spiaggia, educare il conducente che non rispetta il codice della strada punendolo con sanzioni pesantissime». Cosa cambia con l’ inasprimento delle sanzioni per chi guida con il cellulare e per chi parcheggia sui marciapiedi? «Secondo le ultime modifiche al Codice della Strada sarebbe sempre vietata la guida con il cellulare. La legge vieta qualsiasi tipo di azione che implichi l’ utilizzo fisico del telefono quando il veicolo è in marcia (che si una chiamata, un sms, una chat di whatsapp, google maps ecc. ecc.). Analogamente è vietato utilizzare il cellulare in viva voce tenendolo anche con una mano sola. Mentre se si utilizzano gli auricolari un orecchio deve rimanere libero, al fine di consentire all’ automobilista di ascoltare sempre i rumori circostanti. In conclusione, è sempre vietato distogliere le mani dallo sterzo, il telefono, quando il veicolo è “in marcia”, non si può mai toccare. È possibile utilizzare il cellulare se il veicolo è parcheggiato (anche con motore acceso), se è connesso al bluetooth della macchina, ed è possibile utilizzare i comandi vocali. Le sanzioni attualmente non prevedono la sospensione della patente per chi viene colto all’ utilizzo del telefono durante la guida, ma è prevista una sanzione pecuniaria (da 161 a 647 euro) con decurtazione di 5 punti dalla patente; solamente se, nei 24 mesi successivi al primo verbale il conducente viene nuovamente multato per la stessa ragione scatta la sospensione della patente da 1 a 3 mesi. Per quanto riguarda i parcheggi sui marciapiedi, ci saranno in generale multe più salate per la sosta vietata; se si parcheggerà nei posti riservati alla ricarica della auto elettriche si potrà rischiare la decurtazione di 2 punti della patente. I punti di decurtazione salgono a 4 se verrà lasciata l’ auto sul marciapiede o su spazi riservati a disabili, oltre ad una sanzione che va da 161 a 647 europ. Sanzioni anche per gli scooter (da 80 a 328 euro). Diventano invece gratuiti i cd. “parcheggi rosa” cioè quelli per le donne incinte, e per i genitori che hanno in macchina bambini sotto l’ anno di età». Perché ritiene negativa la deroga che permette ai veicoli ibridi o elettrici di entrare nelle aree pedonali o a traffico limitato? «Con la riforma del Codice della Strada viene introdotto un nuovo comma all’ articolo che riguarda zone a traffico limitato e aree pedonali (art. 7). Il nuovo comma 9-bis recita: “Nel delimitare le zone di cui al comma 9 (aree pedonali e zone a traffico limitato.) i Comuni consentono, in ogni caso, l’ accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida”. La norma deve essere fortemente criticata perché ciò significa permettere l’ ingresso di centinaia e migliaia di auto nelle piazze centrali di tutte le città italiane, in mezzo a tavolini, turisti, o vicino ai principali monumenti. Importante incentivare l’ elettrico, ma non con queste modalità che possono provocare enormi problemi alla sicurezza dei cittadini, ma con nuove colonnine di ricarica e con facilitazioni per la sosta. Ci auguriamo che tale disposizione sia frutto di una svista del Governo e che venga presto modificata». Cosa intende con la previsione del cosiddetto «ergastolo della patente» nel caso di gravissime violazioni al Codice della Strada? «L’ ergastolo della patente è una previsione a parere dell’ Associazione necessaria nei casi in cui il conducente per il comportamento posto in essere al volante abbia dimostrato un gravissimo spregio nei confronti del Codice della Strada. Situazioni nelle quali il soggetto viene fermato con tasso alcolemico nettamente superiore ai limiti di legge, o sotto l’ effetto di sostanze stupefacenti, con velocità nettamente superiori ai limiti consentiti, devono essere punite severamente, al fine di evitare tragedie sulle strade. Con l’ ergastolo della patente al conducente verrebbe impedito per tutta la durata della sua vita di rimettersi al volante, non potendo più rischiare di provocare incidenti o morti con il suo comportamento in spregio della legge». Perché, secondo lei, il limite di 30 chilometri orari ei centri abitati, non è stato inserito visto che consentirebbe sia una diminuzione degli incidenti sia delle emissioni inquinanti? «Bella domanda. Purtroppo, l’ Associazione da anni tenta di proporre, e chiede a gran voce, l’ inserimento di una previsione di questo tipo. Invece, le amministrazioni si muovono con soluzioni di lungo periodo, con misure differenti (“low emission zone” ecc.) che certo contribuiscono a fare qualcosa, ma non risolvono assolutamente il problema esistente. Le persone intanto ogni anno si ammalano e muoiono per malattie dovute all’ inquinamento atmosferico, si tratta di una vera e propria strage, su cui nessuno però interviene».
christiano spagnoletti

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox