12 Aprile 2010

“Serve formazione per i proprietari”

«Chi prende con sé un cane da guardia o da difesa deve sapere che si tratta di un animale che va tenuto in un certo modo e messo in sicurezza. Gli eventuali atteggiamenti di dominanza (il cane è intollerante verso chi si avvicina, abbaia molto, il pelo si rizza) non vanno sottovalutati». Vittorino Meneghetti è un addestratore comportamentista di cani. Lo abbiamo sentito dopo la drammatica aggressione di sabato a Gaverina. «Può accadere che un cane arrivi ad aggredire anche persone che conosce – rileva l’ esperto -. Si tratta fortunatamente di pochissimi casi l’ anno». Che non coinvolgono solo i cani comunemente considerati aggressivi: «Le statistiche ci mostrano che ai primi posti nella classifica dei "morditori di padroni" non ci sono i rottweiler o i dobermann, come si potrebbe pensare, bensì i meticci». Sulla vicenda di Gaverina è intervenuto ieri anche il Codacons, chiedendo l’ introduzione del patentino obbligatorio per i proprietari di pitbull e rottweiler, e le dimissioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, «che ha la responsabilità – secondo l’ associazione dei consumatori – di aver cancellato senza giustificazione la lista delle 17 razze ritenute potenzialmente più pericolose, tra le quali appunto il rottweiler, eliminando conseguentemente tutti i rimedi collegati a questa lista, dall’ obbligo di guinzaglio e museruola a quello di stipulare una polizza per danni contro terzi». Se la necessità di norme e di formazione per i proprietari di cani è condivisa da Meneghetti, l’ esperto rifiuta invece il principio che esistano razze canine più pericolose di altre: «Il concetto di razza è un’ invenzione del XVIII secolo, che biologicamente non sta in piedi». Per chi vuole un cane da guardia, tuttavia, «servono leggi che obblighino a tenerlo in un certo modo – prosegue Meneghetti -. Il consiglio, nella scelta del cane, è di rivolgersi solo ad allevatori responsabili, che evitino ad esempio la riproduzione tra consanguinei, spesso causa di tare psichiche, e di seguire, cane e padrone, dei corsi di gestione dell’ animale». Tenendo sempre presente che «l’ atteggiamento del cane adulto è diverso da quello del cucciolo, per effetto dei cambiamenti ormonali. Bisogna saper valutare, nel tempo, il comportamento del cane. E non sottovalutarne i segnali».

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