3 Giugno 2016

Sert, altri 7 nomi nel registro degli indagati E i tre medici agli arresti chiedono la libertà

Sert, altri 7 nomi nel registro degli indagati E i tre medici agli arresti chiedono la libertà
oggi serpelloni, bosco e gomma davanti ai giudici del riesame. intanto l’ inchiesta si allarga

VERONA Non solo i tre medici arrestati: l’ inchiesta aperta sul Sert dal pm Paolo Sachar si allarga. E dalle carte dell’ accusa spuntano i nomi di altri 7 indagati oltre a quelli del dirigente Giovanni Serpelloni e dei colleghi Maurizio Gomma e Oliviero Bosco. Per tutti e tre, a Venezia, quello di oggi sarà un giorno importante: assistiti dagli avvocati Nicola Avanzi (per Serpelloni), Francesco Palumbo (che tutela Bosco) e Chiara Palumbo (che rappresenta Gomma), stamane affronteranno l’ udienza davanti al Tribunale del Riesame che dovrà decidere se confermare o meno l’ attuale misura cautelare che li vede costretti ai domiciliari da venerdì 13 maggio. Per voce delle difese, si contesta la sussistenza dei rischi di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, che invece sia per il pm Sachar che per il gip Luciano Gorra risulterebbero ancora attuali: starà ai magistrati lagunari, ora, risolvere il muro contro muro che si è innescato tra procura e indagati sul software messo a punto dall’ Usl 20 e usato da oltre 200 Sert in tutta Italia per gestire i dati sulle tossicodipendenze. Ai tre arrestati, la procura scaligera imputa i reati di tentata concussione e turbativa d’ asta ai danni di Citidech, l’ azienda (tutelata dal legale Luca Tirapelle) che si occupava della manutenzione e dell’ assistenza sul software e dalla cui denuncia è scattata l’ intera inchiesta. Un’ indagine tuttora in corso e che vede coinvolte in veste di indagati altre 7 persone, a cominciare da Claudia Rimondo, all’ epoca dei fatti collaboratrice assunta con contratto Co.co.co.; Andrea Cacciatori, legale rappresentante della società Studio C Group srl con sede ad Arbizzano e socio della società One Stop Studio srl; Luca Canzian, legale rappresentante della società One Stop Studio srl di Arbizzano e socio della società Studio C. Group srl. A tutti e tre, in concorso con Serpelloni, Gomma e Bosco, il pm addebita l’ ipotesi di reato di turbativa d’ asta contestando loro di aver «alterato la gara di affidamento della manutenzione centralizzata annuale del software MFP dell’ Usl 20 (gara a inviti a cui vennero chiamate a partecipare Ciditech, Studio C Group oltre ad altre tre società, e a cui rispose solo Studio C Group offrendo 39.500 euro, ndr )… con collusione e mezzi fraudolenti consistiti nell’ aver sottostimato il reale impegno finanziario che avrebbe comportato l’ attività oggetto della gara (ovvero la manutenzione annuale su scala nazionale del software, ndr )…, nell’ aver messo a conoscenza della gara il legale rappresentante della Studio C prima del suo espletamento…, nel tenere incontri e contatti tra loro prima e durante l’ espletamento della gara a procedura ristretta». E non è finita, perché tra le persone su cui indaga la procura figurano anche altri tre medici, i dottori Mario Cruciani, Stefano Nardi e Umberto Galvan, «firmatari – sostiene l’ accusa – della richiesta di denaro a Ciditech», ma che comunque «in sede di interrogatorio hanno affermato di aver sottoscritto tale richiesta su specifica richiesta di Serpelloni, Bosco e Gomma». Ma l’ indagine non «risparmia» neppure il Codacons (con il presidente Giuseppe Ursini) che, ricorrendo al Tar insieme ai tre arrestati, avrebbe mirato a «conferire tardivamente una veste giuridica a pretese aventi natura concussiva»: secondo la procura, si sarebbe trattato di un altro illecito.
 

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