4 Marzo 2020

Serie A partite a porte chiuse. Codacons: “Per i tifosi diritto al rimborso dei biglietti”

Un fortissimo comunicato emesso dal Codacons ‘minaccia’ le società che verranno coinvolte nel provvedimento di giocare a porte chiuse: il club dovranno immediatamente a mettere in atto tutte le procedure, in modo chiaro e veloce, di rimborso di biglietti e abbonamenti. L’alternativa è una ‘class action’ per vie legali.

di Alessio Pediglieri Oramai sembra che la soluzione cui si sta rivolgendo il mondo del calcio per uscire dal pantano dei rinvii e di un campionato a serio rischio di proseguimento (oltre che di regolarità) siano le partite a porte chiuse. Una scelta doverosa e obbligata, con una ripartenza del ‘carrozzone’ del pallone difficilissima e ricca di tensioni. Tra queste anche la tutela dei tifosi che sono i primi ad essere toccati dal provvedimento. E’ vero, una soluzione che ne difende e tutela la salute ma che li tocca direttamente bel portafogli: cosa accadrà a biglietti e abbonamenti?

A rispondere alla domanda più importante per gli appassionati di calcio ci ha provato il Codacons, il Comitato a tutela dei consumatori che è già sceso in campo alzando la voce e dando le direttive per evitare ulteriori situazioni di disagio. I biglietti, e parte degli abbonamenti, devono essere rimborsati dalle varie società, al di là di regolamenti interni o scritte a corollario dei ‘contratti’ sottoscritti al momento dell’acquisto del tagliando o della tessera.
Il Comunicato integrale

E’ evidente che, in caso di limitazioni al pubblico per gli incontri calcistici, chi ha in mano biglietti e abbonamenti ha diritto al rimborso, al pari di quanto sta avvenendo per biglietti aerei e pacchetti vacanza non usufruiti a casa del coronavirus – afferma il presidente Carlo Rienzi – In particolare le società dovranno restituire agli utenti la parte di abbonamento allo stadio non goduta, proporzionale al numero di partite disputate a porte chiuse, e rimborsare integralmente i singoli biglietti, considerato che a fronte di un pagamento da parte dei consumatori non sarà resa la controprestazione oggetto del contratto. Se le società calcistiche rifiuteranno di disporre rimborsi in favore dei tifosi, scatterà nei loro confronti una maxi-class action promossa dal Codacons per conto di migliaia di utenti danneggiati nei loro diritti fondamentali

Il rischio della class action

Nel momento in cui verrà confermato in modo ufficiale quali partite verranno disputate a porte chiuse, le società dovranno provvedere a mettere a disposizione dei propri sostenitori tutte le procedure chiare e necessarie per avviare l’iter del rimborso, In caso contrario, il Codacons ha già minacciato una ‘class action’ contro i club contro cui si agirà attraverso le vie legali

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