14 Maggio 2016

Serd, Serpelloni agli arresti domiciliari

Serd, Serpelloni agli arresti domiciliari

misure anche per bosco e gomma. l’ accusa: tentata concussione e turbativa d’ asta per la manutenzione del software
A notificare l’ ordinanza di custodia, per i reati di tentata concussione e turbativa d’ asta, che dispone gli arresti domiciliari «con divieto di comunicare con chiunque tranne che con i familiari conviventi» per Giovanni Serpelloni e i due colleghi Maurizio Gomma e Oliviero Bosco sono stati i militari della Guardia di Finanza. Gli stessi investigatori che, coordinati dal pm Paolo Sachar, hanno condotto le indagini sull’«affaire Ciditech». O meglio su quanto contenuto nell’ esposto presentato un anno e mezzo fa dalla ditta che nel 2000 mise a punto il software che aveva lo scopo di informatizzare il Dipartimento delle Dipendenze, ne aveva curato l’ installazione, il collaudo e la manutenzione. Almeno fino al 2012.LE RICHIESTE DI DENARO. Nel novembre di quell’ anno, durante un incontro concordato nella sede del Ser.D., Giovanni Serpelloni chiese «una percentuale in denaro sui corrispettivi incassati dalla società Ciditech dai contratti di assistenza e manutenzione del software gestionale MFP (software ideato e sviluppato dalla società Ciditech e di proprietà dell’ Ulss 20) stipulati con le strutture sanitarie Ser.D. in tutta Italia». È solo una parte del complesso e dettagliato primo capo d’ incolpazione provvisoria contenuto nell’ ordinanza di custodia firmata dal gup Luciano Gorra. La seconda richiesta – stando all’ assunto della Procura – Serpelloni la fece nell’ agosto dell’ anno successivo, una percentuale sugli incassi derivanti dai contratti di assistenza come «premio da dare a me (Serpelloni) personalmente per tutti questi anni di supporto». All’ epoca era Capo del Dipartimento delle Politiche Antidroga, a Roma. Infine, nel dicembre 2013 i tre medici inviarono, con raccomandata, una nuova richiesta «redatta su un foglio privo dell’ intestazione dell’ Ulss 20, privo di numero di protocollo e all’ insaputa della Direzione generale», nella quale chiedevano a Ciditech, a saldo forfettario e a titolo di risarcimento, «la somma di 100mila euro quale riconoscimento di asseriti diritti intellettuali vantati sul software».Ciditech nel marzo 2014 mandò una diffida all’ Ulss 20 e fu per questo che l’ allora dg Maria Giuseppina Bonavina venne a conoscenza della vicenda. Nell’ ordinanza un accenno anche al ricorso al Tar, presentato con Codacons, per il riconoscimento della proprietà dei diritti intellettuali del software. Ricorso, sottolinea il gip, «definito con una declaratoria di difetto di giurisdizione vertendo in tema di diritti e non di interessi legittimi senza che il processo venisse riassunto davanti all’ autorità giudiziaria ordinaria».LA GARA «PILOTATA». La seconda incolpazione riguarda la turbativa d’ asta. Ovvero quel che seguì dopo il rifiuto del titolare di Ciditech di versare denari o «una percentuale degli incassi derivanti dai contratti di assistenza». I tre medici, sempre stando all’ incolpazione provvisoria, insieme ad una collega, Claudia Rimondo, all’ epoca collaboratrice di Serpelloni, e ai legali rappresentanti di due società, la Studio C. e la One Studio srl – che come Giano bifronte avevano la sede allo stesso indirizzo e il vertice di una era anche socio dell’ altra e viceversa – «turbavano la gara di affidamento della manutenzione centralizzata annuale della piattaforma MFP espletata nelle forme del contratto fiduciario da attuare nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici». Anche loro tre sono indagati a piede libero per il medesimo reato.La base d’ asta era di 39.500 euro e nel gennaio 2014 la richiesta di un preventivo venne inviata a cinque ditte, tra cui Ciditech e Studio C. Alla scadenza solo Studio C. presentò l’ offerta di poco meno di 39mila euro. Dopo la scadenza, il 14 febbraio, venne inviata una sesta richiesta di preventivo alla One Stop Studio. Stando all’ assunto della Procura, però, «la collusione e i mezzi fraudolenti» erano consistiti nell’ adottare la procedura ristretta senza una valutazione economica per stabilire i costi effettivi della gestione, manutenzione e assistenza centralizzata sulle strutture sanitarie di tutta Italia che utilizzavano il software gestionale MFP. E 39.500 era una cifra inadeguata considerando che il servizio avrebbe dovuto «essere erogato» a circa 150 strutture sanitarie. Quello che l’ indagine ha fatto emergere, oltre a questa anomalia, è che vi fu uno scambio di mail tra la Rimondo, Gomma e Serpelloni e il socio dell’ unica società che presentò l’ offerta: avvenne «prima e durante l’ espletamento della gara».I LICENZIAMENTI. Nell’ ordinanza il dottor Gorra dà atto anche di quel che accadde a livello disciplinare: ovvero i licenziamenti adottati dall’ ex dg Bonavina nei confronti di Serpelloni, Gomma e Bosco «poi annullati dal giudice del Lavoro, su ricorso degli interessati, per motivi meramente formali con conseguente reintegro nelle funzioni precedentemente espletate». Da qui, «appare più che mai concreto e reale il pericolo di reiterazione». E il gip sottolinea che è pendente un altro procedimento penale «avente ad oggetto i progetti-convenzioni stipulate tra Ulss 20 e l’ associazione EIHP e la destinazione dei milioni di euro erogati dalla Presidenza del Consiglio tramite il Dipartimento Politiche antidroga nella persona del Serpelloni». Ma questa è un’ altra inchiesta.o.
fabiana marcolini

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox