14 Febbraio 2015

Serd, ora il Codacons chiede un incontro a Zaia

Serd, ora il Codacons chiede un incontro a Zaia

«ispezione regionale condotta alla presenza dei nostri legali e dei nostri medici affinché sia garantita oggettività ed equità di giudizio»
Il software utilizzato dal Serd e poi distribuito alle Ulss di tutta Italia, le denunce, le inchieste e i ricorsi al Tar. In mezzo i licenziamenti di tre medici, tra cui lo storico direttore del servizio di via Giermania, Giovanni Serpelloni, dei suo successore, Maurizio Gomma e del collega Oliviero Bosco, e le richieste di inviare gli ispettori regionali in Ulss 20. Ora il presidente del Codacons, l’ associazione che ha presentato ricorso al Tar contro i licenziamenti, chiede un incontro urgente al Governatore Luca Zaia «per discutere di questa delicata questione». Non solo, il Codacons aveva segnalato le tappe di una vicenda iniziata con il licenziamento del primo medico (il dottor Gomma) e le «anomalie ed irregolarità nella conduzione del procedimento disciplinare» richiedendo un’ ispezione regionale sui metodi utilizzati «che venga fatta anche con la presenza dei legali dei medici e di questa associazione affinchè sia garantita oggettività ed equità di giudizio e non vi sia da parte di nessuno la possibilità di trasformare questa necessaria ispezione in un avvallo unilaterale di quanto fatto dall’ Ulss 20». Un panorama intricato nel quale oltre alle indagini della Guardia di Finanza di Roma e Verona (relative ai finanziamenti erogati anche a Verona nel periodo in cui Serpelloni era a capo del Dipartimento nazionale politiche antidroga) e alle denunce per episodi e comportamenti legati ai rapporti tra la ditta che realizzò il software e i medici si inserisce anche l’ interruzione dei rapporti di convenzione tra il Serd e l’ Eihp, l’ associazione che affiancava il Serd nel progetto Edulife (uno di quelli finanziati). I dirigenti di via Germania cedettero lo sfruttamento dei diritti intellettuali sul software al Codacons sulla base del fatto era «frutto di un lungo lavoro, provato da documenti, manoscritti, appunti e pubblicazioni», prosegue il comunicato del presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi. «Per l’ Ulss 20 la responsabilità dei medici sarebbe stata quella di aver rivendicato la titolarità intellettuale del programma, nell’ esclusivo interesse della salute pubblica». E oltre a stigmatizzare questo come un «fatto ingiusto» il Codacons chiede che «l’ ispezione appuri se esistano, come noi crediamo fermamente, danni erariali generati dal comportamento tenuto dal direttore Bonavina relativamente al mancato sfruttamento dei diritti per la cessione del MFP e il mancato introito prodotto alla pubblica amministrazione permettendo lo sfruttamendo ad aziende private (agevolate dal comportamento del direttore) senza creare entrate».

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